
December 07, 2022
Mostra OLTRE DAFNE FERMARE APOLLO
Bergamo 11-19 novembre 2022La Mostra Oltre Dafne fermare Apollo a Bergamo è stata organizzata da otto associazioni:Aiuto Donna-Uscire dalla violenza,Donne per Bergamo, Bergamo per le donne,Unione Donne in Italia ‘Velia Sacchi’,Casa delle donne di Treviglio,Associazione Italiana Educazione Demografica,Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Comitato Provinciale di BergamoIstituto Bergamasco per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea,Fondazione Serughetti La Portain collaborazione con la Provincia di Bergamo,in collaborazione con il Comune di Bergamoe con il contributo del Consiglio delle donne di Bergamo,con il supporto per la guardiania a cura della Rete delle Banche del tempo della LombardiaL’inaugurazione, venerdì 11 novembre alle ore 17, aperta dalla musica del quartetto di fiati delle allieve del Conservatorio di Bergamo, ha visto una grande partecipazione di pubblico, continuata con presenze crescenti fino alla chiusura di sabato 19.Per accogliere le 31 classi e i 7 gruppi di associazioni che hanno prenotato la visita guidata abbiamo dovuto prolungare l’orario del mattino e, ciò nonostante, abbiamo dovuto respingere alcune prenotazioni.Le classi sono arrivate sia dalla città che dalla provincia con autobus organizzati dalla scuola di appartenenza.Studenti e insegnanti hanno ascoltato con grande interesse scoprendo una storia quasi del tutto sconosciuta.Con la mostra abbiamo rilanciato il concorso, per la provincia di Bergamo, e la premiazione dei lavori sarà il prossimo 8 marzo.Molte adulte e adulti hanno ripercorso, con partecipazione e qualche nostalgia, la strada dei diritti conquistati in settant’anni di lotte: il racconto storico è stato occasione preziosa di incontro. Tra scuole, associazioni e visite libere abbiamo avuto più di mille presenze in 8 giorni.Si è trattato del buon esito di un grande lavoro di coordinamento al quale hanno partecipato le donne delle associazioni e delle istituzioni. La parte organizzativa è stata seguita da Maddalena Cattaneo, vicepresidente dell’associazione DonneperBergamo e del Consiglio delle donne.La parte amministrativa è stata seguita dalla tesoriera di DonneperBergamo e, grazie all’assessora del Comune Marzia Marchesi, alla consigliera provinciale Romina Russo e all’autotassazione di tutte le associazioni, la spesa è stata interamente coperta. Le donne di AIED hanno seguito la parte relativa alla comunicazione.Oltre all’informazione delle due testate bergamasche, della provincia e del comune, come potete vedere dai link, è stato fatto un lavoro di diffusione capillare da Aiuto Donna, che ha una rete di 5 centri antiviolenza, dalla Fondazione Serughetti-La Porta e dall’Istituto bergamasco per la storia della resistenza e dell’età contemporanea, che ha accompagnato la mostra con alcuni post utilizzando i materiali dell’archivio Udi depositato.Come potete immaginare si è trattato di un lavoro di delicata tessitura politica intorno alla storia dell’UDI, inizialmente non scontato, anche per la mia oggettiva distanza dalla città che non rende agevole essere presente.Ho comunque garantito la mia presenza per tutta la durata della mostra e potete capire il motivo per il quale non sono riuscita a inviare subito una relazione e la documentazione.Comunque, è stata una bella esperienza.Rosangela Pesenti
December 05, 2022
DELLE DONNE CHE RICORRONO ALLA IVG
(dalla newsletter AOGOI) Chi sono le donne che ricorrono all’IVG? Cosa le ha condotte a questo passo doloroso? Come si sentono quando si siedono davanti a noi? Quali sono le loro aspettative? Vorremmo conoscere le risposte a queste domande per essere in grado di offrire loro la soluzione più adeguata e possibilmente per fare in modo che questa esperienza dolorosa non si ripeta in futuro. PremessaL’analisi delle caratteristiche delle donne che fanno ricorso all’aborto volontario aiuta ad approfondire la conoscenza del fenomeno, con l’obiettivo di promuoverne la prevenzione.Dalla Relazione annuale al Parlamento sulla IVG, emerge che nel 2020, il ricorso all’IVG è diminuito in tutte le classi di età, specie tra le giovanissime. I tassi più elevati riguardano le donne di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Anche la percentuale di IVG effettuate da donne con precedente esperienza abortiva continua a diminuire e nel 2020 è risultata pari al 24,5%, tra i valori più bassi a livello internazionale. È auspicabile che questo trend sia riconducibile ad un maggiore e più efficace ricorso ai metodi per la procreazione consapevole, ma potrebbe anche essere dovuto ad un maggiore ricorso alla contraccezione di emergenza.Le IVG tra le donne straniere, dopo una progressiva stabilizzazione, risultano in leggera diminuzione, in analogia a quanto osservato nei decenni precedenti tra le donne italiane. Nel 2020, sono state il 28,5% di tutte le IVG, mantenendo, per tutte le classi di età, tassi di abortività di circa 2-3 volte più elevati rispetto a quelli delle italiane.Purtroppo la Relazione Ministeriale non fa emergere, pubblicando i dati chiusi e aggregati per Regione, il dettaglio territoriale, che permette di capire dove manca il servizio che possa garantire il diritto all’IVG. Differenze tra regioni: al Sud le donne fanno meno ricorso all’aborto farmacologicoSi riscontrano importanti differenze geografiche riguardo l’accesso all’aborto farmacologico, che ha visto una crescita sostanziale da settembre 2020 (42% del totale nell’ultimo trimestre 2020 contro il 29% del primo trimestre), dopo la pubblicazione della Circolare di aggiornamento delle Linee di indirizzo sulla IVG con Mifepristone e prostaglandine. Le donne nubili (o single) sono più propense ad interrompere la gravidanza rispetto alle donne con una relazione stabileLa scelta di interrompere una gravidanza presenta importanti differenze in base al contesto relazionale e familiare. Una donna coniugata, con un partner stabile o una famiglia su cui può fare affidamento, ha in genere un controllo maggiore della propria fecondità e la stabilità affettiva può indurla a proseguire anche una gravidanza inattesa, mentre per una donna single, una gravidanza può essere molto più problematica da gestire. La decisione finale spetta sempre alla donna, ma la scelta ha un peso diverso se può essere condivisa con il marito/compagno, o un familiare. Scolarità e stato socio-economico I dati ISTAT evidenziano come vi sia una correlazione tra una bassa scolarità e un basso reddito, o disoccupazione, e il ricorso alla IVG. Queste caratteristiche sono più evidenti nelle donne straniere, specie se molto giovani e non in possesso di regolare permesso di soggiorno. Considerazioni conclusiveL’interpretazione di questi dati non è semplice né scontata. Tassi più bassi di IVG potrebbero non essere necessariamente un dato positivo. Può significare che poche donne si sentono supportate in questa scelta, in famiglia o nella propria cerchia sociale; molte incontrano difficoltà nell’accesso ad una struttura sanitaria, oppure non sono state adeguatamente informate, o non hanno compreso chiaramente la differenza tra IVG chirurgica, IVG farmacologica e contraccezione di emergenza.Di contro, anche il ricorso alla IVG potrebbe non essere sempre l’affermazione consapevole di un diritto, ma il risultato di una condizione di fragilità, dovuta ad esempio ad una precaria situazione economica, sociale, o relazionale, che non lascia spazio ad alternative.Dovremmo quindi domandarci, al di là del dato numerico complessivo, se qualcosa è mancato, sia alle donne che hanno scelto l’IVG, sia a quelle che non l’hanno scelta: ad esempio un ascolto empatico non giudicante, un counselling adeguato all’età, al contesto socio-culturale, all’etnia. Ci auguriamo in futuro che il trend del ricorso alla IVG si confermi in calo, ma che sia sempre espressione di una scelta consapevole, possibilmente nella condivisione delle motivazioni e dei timori che la stessa comporta. Fontiepicentro.iss.itISTAT report dicembre 2014Relazione del ministro della salute sulla attuazione della legge contenente norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza (legge 194/78)sanita24.ilsole24ore.com
November 25, 2022
Mani legate insieme
Comunicato Stampa A RomaLE DONNE DELLA RETE FEMMINISTA “AFGHANISTAN WOMEN’S POLITICAL PARTECIPATION NETWORK”IN SALVO IN ITALIA GRAZIE ALLA RETE UMANITARIA DELLA SOCIETA’ CIVILE CONFERENZA STAMPA – 6 dicembre alle 10.00SALA DELLE BANDIEREParlamento europeo sede di Roma - Via IV Novembre 149 “La comunità internazionale deve riconoscere ciò che è accaduto alle donne in Afghanistan: apartheid di genere!” E’ la denuncia di Batool Haidari, psicologa della rete femminista Afghanistan Women’s Political Participation Network, messe in salvo in Italia con la Rete umanitaria della società civile fondata dalla giornalista del TG1 Maria Grazia Mazzola. Testimonianze e denunce alla conferenza stampa a Roma, il 6 dicembre alle 10 presso la sede del Parlamento europeo, - Sala delle Bandiere - via IV Novembre 149, alla presenza del Presidente Carlo Corazza. Con la partecipazione della Presidente della Stampa Estera Esma CakirPresenti gli Ambasciatori che operarono a Kabul. “I Talebani hanno condannato le donne dell’Afghanistan alla violenza, allo sfruttamento e alla povertà perché escluse da ogni diritto e dall’istruzione!” incalza un’altra delle donne, Nesa Mohammadi, dottoressa ostetrica.Parlano le donne messe in salvo con le loro famiglie dalla Rete Umanitaria, con i Salesiani per il Sociale di don Francesco Preite, che hanno accolto il numero più alto di profughi, con le Chiese Cristiane Evangeliche Battiste con la FCEI, con i Pastori Giuseppe Miglio e Ivano De Gasperis, la Pastora Antonella Scuderi, con l'accoglienza della cooperativa ‘Una Città non basta’ di Maria Rosaria Calderone e Gianni Caucci, con l’Unione Donne in Italia Responsabili Vittoria Tola e Giulia Potenza, con l'Associazione Federico nel cuore, di Antonella Penati. Una testimonianza di come il bene possa essere contagioso quando tante mani si legano insieme: unità nella diversità per i vulnerabili.“I Talebani sono killer criminali responsabili degli omicidi di bambini, giovani e donne dell’Afghanistan. Noi non negoziamo con i criminali!” denuncia Razia Ehsani Sadat, giornalista di punta dell’AWPPN. Sediqa Moshtaq, membro dell’ex Camera del Commercio nazionale delle donne afghane, accusa: “Le donne in Afghanistan sono tenute prigioniere in un luogo pietrificato, private della loro identità di genere e dei diritti!”. Il 30 agosto 2021 queste donne hanno scritto all’inviata speciale del TG1 un appello disperato: “Salvaci dalla morte, vendetta certa dei Talebani”. Costrette a nascondersi in sotterranei per mesi e mesi con le loro bambine per non cadere nelle mani dei terroristi talebani. Settanta Profughi sono stati recuperati in un anno dalla Rete Umanitaria della società civile, grazie al sostegno dei Ministeri dell’Interno e degli Esteri. Il Gruppo Abele di Don Luigi Ciotti in questi giorni ha accolto altri 7 afghani, una famiglia braccata col bimbo malato di cuore, arrivati pochi giorni fa coi corridoi umanitari di Sant’Egidio, un salvataggio in extremis. Una testimonianza di quanto possa essere potente il contagio del bene collettivo. Tutti i giornalisti sono invitati a partecipare. Per accredito scrivere a silvamaversa@gmail.com
November 23, 2022
Il 25 novembre delle UDI
UDI Reggio Calabria VIOLENZA SESSISTA SENZA CONFINI25 novembre 2022Care tutte, queste la nostre iniziative per il 25 :La mattina saremo all'Istituto Fermi Boccioni in un incontro con le ragazze ed i ragazzi.Dedichiamo quest'anno Il nostro pensiero e la nostra solidarietà oltre i confini, alle giovani donne iraniane, protagoniste di una vera e propria rivoluzione pacifica, massacrate da un regime misogino, teocratico e antidemocratico. Per conoscerle meglio ed ascoltare la loro voce proietteremo a Samarcanda in via Cuzzocrea 11 il docufilm “Be my Voice” di Nahid Persson, sulla storia dell’attivista iraniana in esilio Masih Alinejad. Il Docufilm, uscito nelle sale a marzo 2022 , non è stato mai proiettato a Reggio Calabria. Come scrive Monica Lanfranco, su Micromega si tratta di un documento crudamente e liricamente indispensabile per riflettere sui costi individuali del prendere posizione contro l’odio misogino del fondamentalismo, sulla fatica sovrumana dell’essere scintilla, sull’assunzione di responsabilità che, sempre, reca consenso ma anche isolamento e cancellazione. “Non voglio cambiare tutto il mondo, vorrei cambiare solo il mondo intorno a me” dice Masih Alinejad. Che, appunto, è l’unico modo di fare una rivoluzione nonviolenta. INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI UDI La Goccia per il 25 novembre e il 28 novembre saremo presenti come UDI Romana LA Goccia su un territorio che già ci ha visto insieme in una bella iniziativa su Mimose in fuga.Di seguito tutte le info sul fitto programma presso il VII municipio #25 NOVEMBRE INSIEME per dire NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE.Un viaggio che ci porterà ad affrontare la violenza sulle donne sotto ogni sua forma, attraverso l'arte, i pensieri e le parole che ha visto coinvolte e impegnate realtà del territorio Municipio VII. Ad introdurre il progetto un video girato ed ideato da Valentina Valenti.Ogni giorno, sulla nostra pagina saremo accompagnati dal gruppo POETANZA, attraverso poesie e brani ,dedicati alle donne.Quattro giornate Presso i locali dell'ass. Consorzio GTM2 VIA GASPERINA 254,dove si svolgeranno due CORSI GRATUITI base di AUTODIFESA,offerti dal maestro Riccardo Di Vito dell'associazione A.S.D. HKB. In ricordo delle vittime di femminicidio mettendo a dimora ,nei giardini del consorzio GTM2, un giovane albero, donato dall'associazione Alberi in Periferia insieme alle realtà territoriali.( Poetanza, uUDI Romana La goccia, CdG Raffaello,ass GTM2,a.s.d HKB, Casa di semiautonomia ,ecc.. Due dirette con gli psicologi Michaela Sbarra , Ilario Pisanu e Francesca Esposito "IL CORAGGIO DI AMARTI"riconoscere l'amore tossico e le dipendenze affettive nella coppia . A concludere questo percorso , video di Tiziana Colusso autrice dell'opera teatrale "IL PRECIPIZIO" "Teatro delle voci per Donatella e Rosaria" ricordando il massacro del Circeo.In fine "VOCI ALLE ISTITUZIONI " il municipio VII raccolta i servizi e le attività per aiutare le donne del territorio. Inoltre ogni giorno sulla pagina facebook verrà pubblicata una poesia scritta e interpretata dai vari poeti del gruppo Poetanza. UDI Donne di Oggi Cernusco e Martesana UDI Bologna Si inaugura il 14 novembre, alle ore 17, la mostra documentaria organizzata dalla Rete Archivi del Presente. Otto sono le donne che, con pazienza e determinazione, hanno messo in moto processi comunitari, all'interno di progetti che integrano tutti gli elementi della comunità, senza nessuna distinzione di sesso, etnia, abilità o religione. L'esposizione è a cura di Sabina Parmeggiani e Yulia Gladkaya. Coreografie di Ornella Verde.L’esposizione rimarrà aperta dal 20 novembre al 4 dicembre con i seguenti orari:- Mercoledì-sabato: ore 16-19- Mercoledì e sabato: 10-12 e 16-19 Le associazioni CIF – Centro Italiano Femminile – e UDI – Unione Donne in Italia – promotrici del Premio Tina Anselmi hanno il piacere di invitarla all’evento “Donne insieme tra arte e vita” dedicato a tutte le donne in questa significativa giornata che vede protagoniste il Coro Femminile del Teatro Comunale di Bologna diretto dal maestro Gea Garatti Ansini e l’attrice Donatella Allegro. Studentesse e studenti delle quattro classi III della scuola secondaria di primo grado di Sasso Marconi presenteranno testi, immagini, video, musiche, brevi dialoghi sul tema della libertà delle donne. Il film "Detenute fuori dall'ombra" è il prodotto, insieme al libro, di un progetto che UDI ha condotto negli anni 2018-20 alla sezione femminile del carcere di Bologna. Questo filmato, in programmazione il 25 novembre a Sasso Marconi, vuole documentare l’impegno delle volontarie e delle detenute che insieme hanno vissuto un percorso di emancipazione e liberazione dalla loro condizione di separazione e allontanamento dalla società civile. Laboratori dedicati alla scrittura, alle tematiche del lavoro dentro e fuori dal carcere, alla conoscenza e acquisizione dei diritti della persona e alla indagine sulla propria identità di donne, hanno permesso a queste invisibili di costruire un ponte con l’esterno e vivere in modo consapevole questo loro tempo sospeso. Reading teatrale e recitato con musica dal vivo con Maria Genovese, Fabrizia Lotta e Leonida Fava. Il comune di Crevalcore ha una superficie molto estesa, per questo le/gli abitanti delle frazioni sono penalizzati sotto vari aspetti. Come gruppo UDI di Crevalcore, grazie alle buone relazioni stabilite, abbiamo scelto di collaborare con la comunità della frazione di Palata Pepoli, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne.Dal lavoro comune è nato un progetto aperto a tutte le donne che vorranno partecipare e che ha già avuto l'adesione della Casa protetta “S. Pertini” e del Centro diurno per anziani “E.G. Cavallini” e il patrocinio del Comune di Crevalcore. Il volantino illustra la prima fase.Seguiranno altre comunicazioni. Udi Persiceto per la Giornata Internazionale contro la violenza alle donneUdi Persiceto, in collaborazione con il Comune, la Biblioteca, il Gruppo A.M.A. Mai Più, Amnesty International, Mondo Donna, sta programmando le seguenti iniziative in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza alle donne: 1. mostra fotografica "Vita interiore tra violenza e rinascita"dal 14 al 31 novembreall'interno della Scuola Archimede2. Parole e Musica: letture sul tema della violenza con accompagnamento musicale25 novembre, ore 21presso la Sala dell'Affresco Un percorso nel vissuto interiore della donna vittima di violenza attraverso fotografie e testimonianze delle donne del Gruppo A.M.A. Mai PiùInterverranno Erika Ferranti (sindaca di Bentivoglio) e Simona Lembi (Città Metropolitana). 1-30 novembreBiblioteca ComunaleMostra bibliografica e filmografica “Mai più sole” 26 novembre, ore 11Giardino Donatori di Vita, via TrombelliInaugurazione della Panchina Rossa contro la violenza sulle donne 7 dicembre, ore 18Palata Pepoli, parco adiacente la Chiesa S. Giovanni BattistaEsposizione di “Rosse di Vita”, opera collettiva contro la violenzaA seguire “Aperialbero”, accensione dell’albero di Natale e aperitivo. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne il circolo UDI di Sant’Agata Bolognese propone la proiezione del docufilm “Detenute fuori dall’ombra” realizzato da un progetto di UDI Bologna. L’evento avrà luogo il giorno 27 novembre alle ore 17:00 presso la sala Teresa Mattei in via Benedetto XIV, 33 a Sant’Agata Bolognese.Saranno presenti: Alba Piolanti (coordinatrice del progetto) e Giuseppina Martelli (collaboratrice del progetto).Con l'occasione si informa anche che finalmente sono ripresi i laboratori UDI all'interno del carcere Dozza con viva soddisfazione delle detenute. UDI Genova Con grande piacere informiamo che per il secondo anno consecutivo in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la nostra Associazione UDI è stata invitata dalla Fondazione Palazzo Ducale a tenere un evento pubblico. Il focus che abbiamo scelto quest'anno è la violenza di genere e l'odio nella comunicazione. Pertanto, per l'intera giornata di Mercoledì 23 Novembre 2022, presso la Sala del Munizioniere (Palazzo Ducale), si terrà "Audizioni 02: libere parole di donne contro la violenza". Dalle ore 9.00 alle ore 18.00 si seguiranno laboratori rivolte alle scuole, dibattiti, una tavola rotonda, un workshop teatrale e molte altre attività interattive ed esposizioni artistiche. Numerose le ospiti, genovesi e non solo! Per scoprirle meglio nel dettaglio alleghiamo la locandina dell'evento. UDI Ravenna UDI Ferrara UDI Modena In occasione del 25 novembre-Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: - Venerdì 18 novembre 2022 alle ore 18.00 presso la Sala Renata Bergonzoni – Casa delle Donne di Modena (Strada Vaciglio nord, 6) si terrà la presentazione-dibattito sull'albo illustrato "Lina l'esploratrice" (Settenove, 2022) a cura di Katharina Hotter, Lisa Charlotte Sonnberger, Flo Staffelmayr promossa da UDI Modena in collaborazione con Differenza Maternità. Lina è una bambina curiosa, ama perlustrare i luoghi più nascosti e avventurosi. In questo libro ci porta a scoprire il mondo attorno a sé e dentro di sé, alla volta della vulva! Interviene Monica Martinelli, editrice SettenoveCon i contributi di: Giulia Brandoli, libraia presso la libreria indipendente ‘Piccole Abitudini’; Elena Santunione Grandi, esperta in Women’s & Gender Studies ed Educazione sessuale; Monica Tappa, giornalista. Modera: Serena Ballista, presidente UDI Modena L’iniziativa è rivolta a genitori, a educatrici ed educatori, alla cittadinanza.Sarà messo a disposizione uno spazio di intrattenimento per le bambine e i bambini che accompagneranno i genitori all’evento. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, venerdì 25 novembre 2022 dalle ore 17.00 si terrà presso la Sala Renata Bergonzoni – Casa delle Donne di Modena l’open day e la manifestazione aperta alla cittadinanza “Fai sentire la tua voce. La violenza non è una tragica fatalità, ma una conseguenza di mentalità” La Casa delle Donne di Modena spalanca le porte per accogliere pensieri, riflessioni e cambiare la cultura patriarcale del possesso e del controllo degli uomini sulle donnePROGRAMMAOre 17.00 – Open Day. Le Associazioni della Casa delle Donne di Modena (Centro documentazione donna, Casa delle donne contro la violenza, Differenza Maternità, Donne nel Mondo, Gruppo Donne e Giustizia, Unione Donne in Italia) si presentano e accolgono la cittadinanzaOre 18.00 – Manifestazione. Prendono parola le Associazioni promotrici, le organizzazioni che hanno aderito, le persone presentiInformazioni e adesioni: In occasione dell’evento si raccoglieranno fondi a sostegno della Casa delle Donne di Modena. UDI Gargano UDI Monteverde UDI PARTENOPE UDI Partenope ha preso parte alla cerimonia " Il posto occupato" della Consulta regionale sulla condizione della donna. Un seggio permanente al Consiglio regionale della Campania che, al contempo, è simbolo e stimolo alle iniziative di contrasto alla violenza sulle donne.
November 21, 2022
Violenza sessista senza confini
Siamo circondate dalla violenza, a cominciare dalla guerra, da sempre estrema forma di dominio del patriarcato, fino alle profonde ingiustizie sociali verso le donne presenti nel nostro Paese e nel mondo con la crisi climatica, energetica ed ambientale che non arretra neanche per la sopravvivenza del pianeta.La Violenza maschile alla cui eliminazione è dedicata la giornata mondiale del 25 novembre non subisce arresti. Anche in questi ultimi tempi, abbiamo visto la tragedia delle donne ucraine vittime di stupri di guerra, come sempre succede nelle guerre, e costrette a fuggire dal loro paese, il tentativo di segregazione e annullamento delle donne in Afghanistan (dopo 20 anni di guerra dell’Occidente), il massacro di giovani donne iraniane per il loro rifiuto di conformarsi a modelli politici e sociali teocratici imperanti da 43 anni in quel paese e che oggi ha forme terribili di repressione, la lotta senza fine delle donne palestinesi a cui non vengono riconosciuti diritti fondamentali della loro vita, le violenze alle africane dal Senegal alla Nigeria, a quello che succede nei campi di concentramento in Libia che porta tante donne a subire ulteriormente sfruttamento lavorativo e sessuale.Proprio per questo è necessaria oggi più che mai attenzione e mobilitazione contro la violenza maschile contro le donne che si esprime in tante forme diverse.Il 25 Novembre è quindi un momento centrale in cui rilanciare gli obiettivi di fermare e stroncare questa violenza anche nel nostro paese, di riflettere, proporre, individuare azioni mirate a sconfiggere questa fenomenologia strutturale per mantenere un potere asimmetrico tra uomini e donne del mondo come facciamo da decenni.L’UDI ha in questo una lunga storia: dalla lotta e aiuto alle donne marocchinate per gli stupri di guerra alla messa in discussione del Codice Rocco, dal cambiamento legislativo e culturale sulla violenza in famiglia a tutte le manifestazioni contro lo stupro e gli stereotipi che lo generano e i pregiudizi che lo giustificano collettivamente.L’UDI ha dedicato pensiero, proposte, azione collettiva e lotte contro la violenza maschile nelle relazioni personali e in famiglia, nei luoghi di lavoro, a quella che emerge nei servizi e nei tribunali che chiamiamo violenza istituzionale creando vittimizzazione secondaria a donne e minori. Il sessismo, gli stereotipi, la svalorizzazione e l’emarginazione delle donne e dei diritti da esse conquistati, duramente conquistati, sono tutte manifestazioni di una violenza strutturale che nasce e rimanda a una differenza di potere tra uomini e donne che è sempre e solo la rappresentazione di una società misogina e neopatriarcale.Contro la violenza maschile sulle donne UDI chiede: di credere alle donne e di proteggerle quando chiedono aiuto o denunciano; la prevenzione come previsto dalle Convenzioni internazionali e in particolare dalla Convenzione di Istanbul; l’applicazione delle norme conquistate con lunghe lotte delle donne; il contrasto agli uomini violenti e una loro giusta pena superando contraddizioni e ritardi sempre nuovi per giustificarli.Chiede di dare centralità alla prevenzione non solo con campagne di sensibilizzazione ma cambiando sistematicamente la cultura che alimenta in molte forme la violenza maschile partendo dall’istruzione in ogni ordine e grado, decodificando tutta la storia e le altre materie perché ancora oggi nella scuola e nell’Università viene trasmesso un patrimonio culturale maschile androcentrico, presentato come neutro e universale e la lingua usata privilegia il maschile. Non è tra l’altro difficile trovarvi contenuti che legittimano perfino l’uso della violenza maschile contro le donne. Bisogna bandire dai media e dalla politica ogni forma di delegittimazione ed emarginazione del soggetto donna e promuovere la presenza delle donne nei luoghi decisionali e dove si produce cultura; si fa con messaggi chiari destinati a ragazzi e ragazze di tutte le età fino all’Università. E l’Università deve intervenire diversamente con la formazione verso tutti i soggetti che per ragioni istituzionali intervengono sulla violenza maschile dalla sanità alle Forze dell’ordine, dai servizi sociali alla magistratura.Chiediamo, dunque, strumenti e risorse chiare ed adeguate per la prevenzione che anche nei diversi Piani nazionali è stata l’obiettivo più fragile con risorse deboli.Problema non sufficientemente affrontato da Governo e Parlamento contrariamente alla convinta adesione all’Intesa STATO-REGIONI sui CUAV da parte di tutti.A chi ritiene che i Centri per uomini maltrattanti o violenti, siano strumenti di “prevenzione”, invece che di tentativi contro la recidiva, che rimane alta, rispondiamo che per essere tali devono essere realizzati diversamente e con responsabilità precise di valutazione delle/degli operatori preposti e con risorse non sottratte ai centri antiviolenza delle donne e agli altri obiettivi necessari per bloccare la violenza maschile.Come abbiamo detto e documentato nei tavoli regionali e nazionali e negli Osservatori, mettendo in gioco gratuitamente tutte le competenze femminili sulla violenza maschile, provando a cambiare i programmi educativi e scolastici, a rilanciare l’informazione e l’educazione sessuale nelle scuole, riuscendo a ratificare la Direttiva europea contro le molestie sessuali nei posti di lavoro su cui abbiamo anche avanzato proposte precise per una sua applicazione più efficace.Abbiamo anche contribuito quest’anno, dopo decenni, alla conquista di una legge sulle statistiche di genere contro la violenza alle donne. Un passo avanti dopo aver lavorato, da oltre un decennio, alle liste orribili costruite da noi sulle notizie di stampa sui femminicidi e sulle sopravvissute. I Tavoli per rendere operativa la legge attivati dal DPO e dall’ISTAT vanno immediatamente riconvocati per conoscere la situazione integrata in tempo reale sulla violenza così come è necessaria la riconvocazione dell’Osservatorio nazionale per fare finalmente, dopo un anno, il Piano operativo previsto nel 2021 dal Piano strategico del Governo e rimasto lettera morta.È fondamentale che le istituzioni dello Stato “democratico” che dovrebbe rispettare la Costituzione e le Convenzioni sui diritti umani affronti e superi la schizofrenia, evidente da molto tempo, tra le parole di condanna della violenza maschile contro le donne in tutte le sue forme (fino al femminicidio e al figlicidio) soprattutto intorno al 25 novembre e a fatti eclatanti di cronaca contro donne e minori (prodotti spesso usando la teoria della Pas di Gardner teorico della pedofilia e che tante tragedie ha creato e crea) e le politiche reali ed efficaci per ottenere risultati positivi e permanenti.Oggi diciamo BASTA e dalle Istituzioni ci aspettiamo la capacità/volontà reale di fermare questo potere maschile così troppo tollerato ed evidentemente conveniente per mantenere le donne in uno stato di subalternità e di secondarietà che si esprime ed è utile in molti campi dal lavoro all’Welfare come sempre è successo ma necessario soprattutto nella fase di crisi sistemica attuale.