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Manifestazione per la pace - 21 giugno 2026
Nel corso della manifestazione per la pace del 21 giugno 2026 a Piazza del Campidoglio a Roma, promossa dalla rete 10 100 1000 piazze di donne per la pace. L'UDI nazionale ha letto stralci del discoso di Maria Maddalena Rossi, madre costituente e presidente dell'UDI, del 7 dicembre 1948, fatto al 2 ° Congresso della Federazione internazionale delle donne democratiche a Budapest.L'attualità delle parole della Rossi hanno colpito tutte le presenti. Tre anni or sono, al 1° Congresso Internazionale Femminile, le rappresentanti di 40 paesi solennemente giurarono, in nome di milioni di donne, di lottare instancabilmente per assicurare al mondo una pace duratura, unica garanzia per la serenità dei nostri focolari, per la felicità dei nostri bimbi.Esse hanno giurato di «lottare instancabilmente per l’estirpazione del fascismo in tutte le sue forme, per la instaurazione di una vera democrazia in tutto il mondo».Questo giuramento destò una profonda eco nei cuori delle donne di tutto il mondo, alle quali la guerra scatenata dagli invasori fascisti aveva apportato tante sofferenze, dolori, lacrime e lutti immensi. Milioni di donne avevano perduto i loro cari, i loro mariti, i loro fratelli, i loro figli. Centinaia di migliaia di donne e di bambini erano periti nei campi della morte fascisti, erano stati torturati a morte dagli hitleriani nei territori da essi temporaneamente usurpati. […]Le donne, che avevano dato un importante contributo alla causa della lotta contro gli invasori fascisti, alla causa della conquista della pace, proclamarono solennemente, alla tribuna del nostro primo Congresso Internazionale, che non avrebbero permesso che scoppiasse una nuova guerra ancor più sanguinosa. Con tutte le loro forze esse aspirano ad una pace duratura, incrollabile, all’instaurazione delle democrazie in tutti i paesi. […]Tre anni sono passati. Ed oggi, al 2° Congresso, dobbiamo constatare, col cuore colmo d’ira e d’amarezza, che le nubi della guerra nuovamente si addensano sul mondo. Coloro che guadagnano dei miliardi durante la guerra non possono infatti che odiare la pace.Un importante banchiere e monopolista degli Stati Uniti, Bernard Baruch, dichiarava apertamente che «dopo la guerra, l’idea sola della pace sembra detestabile ».Gli ambienti monopolistici degli Stati Uniti conducono una politica antidemocratica ed espansionista. Essi sognano di dominare tutti i paesi del mondo, di asservirli economicamente e politicamente, di privarli della loro indipendenza nazionale.Con un nuovo conflitto mondiale essi sperano di realizzare profitti ancora maggiori, risollevando in pari tempo le sorti del capitalismo. Essi vogliono soprattutto evitare la pace e la pacifica collaborazione internazionale tra i popoli.Sentendo il terreno scottare sempre più sotto i piedi e constatando che i popoli aspirano alla pace e al progresso sociale, i circoli imperialisti reazionari cercano la loro salvezza in una nuova guerra sanguinosa. Essi vogliono precipitare il mondo nel caos della guerra e regolare i conti con le forze democratiche.[…] Vengono create organizzazioni antidemocratiche internazionali femminili, altre già esistenti sono incrementate, per servire da strumento alla reazione e per opporsi alla nostra Federazione, allontanarne le masse femminili e trascinarle al loro seguito.Alcune di queste organizzazioni agiscono apertamente nell'interesse dell’imperialismo e della reazione; altre, invece, si nascondono dietro parole ’ordine democratiche per ingannare e disorientare le donne. Altre ancora si coprono con la maschera dell’«apoliticità» ed invitano le donne a non fare politica. Come già i fascisti, esse esortano le donne a consacrarsi esclusivamente alla cucina, alla chiesa e ai figli. È proprio ciò che vogliono i reazionari: eliminare dalla vita politica e sociale milioni di donne significa indebolire le forze della democrazia e del progresso, le forze che combattono la guerra e la reazione.[…] Ma oggi, quando l’ombra sanguinosa della guerra oscura sempre più l’orizzonte, quando i nostri bambini, la nostra felicità e la nostra stessa vita sono minacciati, dobbiamo chiederci se la nostra Federazione e le nostre Sezioni nazionali hanno fatto tutto il possibile per sventare il pericolo che incombe.Sono state messe in opera tutte le possibilità di cui disponiamo per difendere la causa della pace e i nostri diritti democratici?È nostro dovere moltiplicare gli sforzi per difendere la pace e spingere tutte le donne alla lotta contro il pericolo di una nuova guerra.Siamo in grado di farlo. L’esperienza delle nostre Sezioni nazionali nella denuncia degli aggressori e nella difesa della pace ci indica il mezzo più efficace per agire.[…] La lotta per la pace è inseparabile dalla lotta per la democrazia.Gli ambienti imperialisti attaccano le libertà democratiche e il livello di vita dei lavoratori per finanziare la corsa agli armamenti.Per questo la lotta per i diritti economici e sociali è anche lotta per la pace. […]Le repressioni contro i movimenti progressisti dimostrano l’offensiva della reazione contro le libertà democratiche.È compito di tutte le donne difendere queste libertà, opporsi alle leggi anti-sciopero e sostenere i diritti dei lavoratori.Dobbiamo esigere libertà per le organizzazioni femminili e democratiche e miglioramenti economici per la popolazione.Le donne devono chiedere più fondi per l’infanzia, meno spese militari, e investimenti in scuole, ospedali e abitazioni.Devono esigere salari più alti, prezzi più bassi e la riduzione delle spese militari.[…] Unite saremo una forza invincibile. Dobbiamo organizzare in ogni paese manifestazioni, assemblee e petizioni per la pace firmate da milioni di donne.Dobbiamo dimostrare che le donne sono vigili e determinate a difendere la pace. Il nostro movimento deve diventare sempre più ampio e potente. Saremo invincibili se resteremo unite.L’unità delle nostre file è l’arma principale contro la guerra e la reazione. Le donne costituiscono la metà dell’umanità: se restano unite nella loro volontà, i piani degli aggressori falliranno. Dobbiamo rafforzare l’unità internazionale del movimento femminile e i legami con le altre organizzazioni democratiche. […]Avanti per una pace duratura, per la libertà e la democrazia, contro la reazione che vuole precipitare l’umanità in una nuova guerra mondiale!
