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Attraverso l’azione politica, culturale e sociale, lavoriamo da ottant'anni per l'autodeterminazione della donna, per affermare il rispetto e l’inviolabilità dei corpi, contro ogni forma di sfruttamento e mercificazione. Crediamo che i diritti delle donne siano una misura fondamentale dei diritti umani e una condizione indispensabile per una società più giusta. Riaffermiamo con immutata convinzione il ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali e promoviamo la pace tra i popoli, la nonviolenza e la difesa non armata. 

 

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ULTIME NOTIZIE

Solidarietà a Laura Boldrini​

Lunedì 17 settembre 2018 alle ore 9 presso il TRIBUNALE di Savona avrà luogo la prima udienza del processo contro Matteo Camiciottoli, Sindaco leghista di Pontinvrea, reo di offese volgari nei confronti di LAURA BOLDRINI, all’epoca terza carica dello Stato in quanto Presidente della Camera dei Deputati. Le donne dell’UDI hanno vissuto con ansia e con rabbia il lungo calvario di offese e di violenze verbali e iconiche indirizzate a , come donna e come donne ci siamo sentite direttamente ferite da quegli insulti. Abbiamo perciò applaudito con sollievo alla sua decisione di dire BASTA alla canea, iniziata mediaticamente con il volgare invito sul “MINCULBLOG” di Grillo che ha dato la stura agli istinti più bassi della natura umana. Quell’evento ci ha fatto assistere in diretta all’eziologia del male. Come nasce e diventa normale l’orrore. A cascata quindi le bambole gonfiabili, i post indecenti in una lenta deriva di volgarità indegna che ci ha fatto vergognare del nostro Paese. La decisione di chiamare lo Stato alla difesa delle donne contro questa barbarie con la denuncia dei responsabili in solido deve rappresentare una svolta storica; deve avvertire che c’è un “Giudice a Berlino”, che la violenza contro le donne, in qualsiasi forma si manifesti, fisica, psicologica, verbale può e deve essere fermata. L’UDI, forte delle finalità contenute nel proprio Statuto, chiama a raccolta tutte le donne in Italia a esprimere con forza la loro indignazione insieme alla richiesta che venga fermata questa deriva sessista contro le donne, perché proprio come donna la Presidente Laura Boldrini è stata offesa. La stessa domanda “Cosa faresti a Grillo in macchina” o a “Camiciottoli se si portasse gli immigrati in casa sua per sorridere” non avrebbe la stessa potenza offensiva rivolta a un uomo.Il fatto che il bersaglio sia una donna rappresentante delle Istituzioni ha una valenza doppia per chi come l’UDI nelle Istituzioni democratiche conquistate nella Resistenza crede e si identifica, consapevole che con Istituzioni screditate non resta che il Far West senza leggi e nel Far West i primi stracci a volare sono i più deboli. Per tutte queste ragioni l’UDI chiederà di costituirsi parte civile nel procedimento contro Matteo Camiciottoli, sindaco leghista di Pontinvrea (Sv). Chiediamo la solidarietà di tutte le donne stanche della deriva deprecabile di insulti e offese sessiste sperando che questo evento che si apre a Savona con la messa in stato di accusa di Matteo Camiciottoli possa essere da monito a tutti i leoni da tastiera convinti di impunità. Giulia Potenza, Laura PirettiResponsabili UDI Nazionale Angelica LubranoResponsabile UDI Savona    ​

Concerto in memoria di Maria Michetti

Si è svolto l’ 8 settembre nella Sala Accademica del Pontificio Istituto di Musica Sacra il concerto in memoria di Maria Michetti. Partigiana, in prima linea nell’assalto delle donne ai forni a Roma durante l’occupazione, ricercatrice nella cattedra di sociologia dell’Università La Sapienza sulle borgate romane, amministratrice a Roma e protagonista della vita politica dell’UDI dalla sua fondazione fino al 2002 anno in cui si ammalò.Una grande donna che ha dato tanto a tutti e amata e rispettata da chiunque la conoscesse senza distinzione di classe o di sesso. Fautrice di questo evento a undici anni dalla sua morte, Maria Immacolata Macioti, amica e collega della Facoltà di Sociologia dell’Università di Roma che con affetto la ricorda insieme a Franco Ferrarotti con cui Maria fin dal primo incontro instaura una profonda intesa. Ferrarotti ha fatto un intervento su Maria che è stato anche un’analisi sulla situazione della sinistra negli anni '70 nella Capitale. Il ricordo di questa incredibile e schiva donna emerge con forza anche dai racconti di Sandro Portelli, che l’ha intervistata più volte sull’antifascismo, la resistenza a Roma e la storia dell’Udi.Malgrado le difficoltà fisiche a testimonianza del colossale lavoro di Maria per l’Archivio centrale dell’UDI è presente Marisa Ombra. Ci parla del costante e fondamentale impegno nella costituzione e riconoscimento di interesse storico dell’archivio oltre che l’ottenimento di una vera e propria sede nazionale.Donatella Panzieri impegnata nello studio biografico proprio tra le carte ordinate da Maria, Marisa e Luciana Viviani, traccia i passi di Maria Michetti nell’UDI dall’ottenimento del voto alle donne (1946) all’XI Congresso (1982).Tra musiche del 1500 e 1600 ottimamente eseguiti dai musicisti accompagnati dal Maestro Federico Del Sordo, Massimo Sestili racconta di Maria con un trailer delle interviste di chi l’ha conosciuta.Chiude il pomeriggio il figlio Marco Marroni che nel ringraziare i presenti ricorda quanto l’incontro con le donne e la sociologia siano stati determinanti e filo conduttore dell’intera vita sua.Le ricerche in corso presso il nostro archivio stanno portando sempre di più in luce la straordinaria vita di questa donna a cui l’UDI deve molto grazie al suo instancabile lavoro; con le sue parole in preparazione del XIV congresso la ricordiamo: “Posso dire che il mio investimento su questo congresso è totale, cioè con tutte le mie forze cercherò di partecipare, sperando che mi assistano le forze intellettuali che ormai rischiano, a 80 anni, di avere momenti di defaillance”.Grazie Maria!​

Le Costituenti: donne speciali, ragazze come noi​

Cosa è la Costituzione? Chi l’ha scritta? Chi sono le donne che per prime si sono misurate nella Politica istituzionale dopo la conquista del voto? Quale apporto hanno dato nella definizione estesura della struttura istituzionale, sociale e politica del nostro Paese?Questi sono alcuni interrogativi a cui il volume dell'UDI, appena uscito, vuole rispondere. In seguito alla Resistenza e all’impegno civico, nel 1946 le donne entrano in scena, per la prima volta, nella politica ufficiale del nostro Paese. Chi sono e da dove vengono? Sono 21 donne su 556 seggi nell’Assemblea Costituente che redigerà la Costituzione italiana.Una storia di ieri che ha posto le basi per l’oggi e il domani. La storia, i diritti, le lotte pococonosciute ma che appartengono a tutti noi. Il volumetto Le Costituenti, donne speciali, ragazze come noi edito dall’UDI nel 2018 raccoglie 21 schede biografiche dedicate alle donne che fecero parte della Assemblea Costituente e parteciparono alla scrittura della nostra Carta costituzionale.La pubblicazione è stata pensata dall’UDI in collaborazione con Enciclopedia delle donne, Toponomastica femminile e Wikimedia Italia. Inoltre, il progetto aderisce a Wikidonne user group.Le schede sono state redatte da donne dell’UDI per fornire documentazione semplice ma puntuale sulle donne che contribuirono alla costruzione del nostro paese nel settantesimo della stesura della Costituzione. Ventuno donne su cinquecento eletti erano davvero un numero esiguo, ma la loro presenza in un organo politico così importante attesta non solo il diritto di cittadinanza acquisito, ma anche il riconoscimento del ruolo giocato dalle donne nella Liberazione del Paese.Il testo è aperto da un estratto di Anna Garofalo tratto da L’italiana in Italia ed è presentato da un importante contributo di Lorenza Carlassare. La postfazione di Vittoria Tola chiude la pubblicazione che l’UDI ha pensato rivolta specificatamente agli studenti delle scuole medie di I e II grado. La grafica fumettosa e accattivante e i testi agili, sono stati, insieme ai contenuti, l’obiettivo dell’opera che speriamo possa proporsi come strumento di informazione e approfondimento scolastico, rivolto anche agli insegnanti.La ricerca iconografica del progetto, rielaborata da Flavia Bonanni (che ha curato anche il progetto grafico), è stata realizzata da Susanna Giaccai, mentre Valentina Sonzini e Vittoria Tola si sono occupate del coordinamento scientifico e della revisione delle schede compilate, oltre che da loro due, da Annalisa Marino, Rosangela Pesenti, Giulia Potenza e Ilaria Scalmani. Schede contenute:Maria Agamben, Adele Bei, Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Angela Maria Guidi, Elisabetta Conci, Filomena delli Castelli, Nadia Gallico, Angela Gotelli, Leonilde Iotti, Maria de Unterrichter, Teresa Mattei, Angelina Merlin, Angiola Minella, Rita Montagnana, Maria Nicotra Fiorini, Teresa Noce, Ottavia Penna, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Vittoria Titomanlio Il prezzo è di €10/copia.ECCEZIONI:Per studentesse/studenti e scuole è previsto un prezzo speciale di €5/copia.Per sedi/gruppi UDI e altre associazioni o istituzioni che ne ordinano 10 o più copie è previsto un prezzo speciale di €7,50/copia. Per prenotazioni:IBAN per pagamento UDI – Unione Donne in Italia, IT34 C056 9603 2270 0000 3145 X65. Per informazioni 06 6865884 | 06 68807103       

#IO STO CON LA MADRE DI BARESSA​

In questi giorni si è consumata l'ignobile vicenda che, dalle notizie a nostra disposizione, ha visto una bambina di soli due anni e mezzo strappata alla madre dalle forze dell'ordine in virtù di un provvedimento che ha deciso l'affido esclusivo della stessa al padre, nonostante l'assenza di giudizio di inidoneità genitoriale nei confronti della madre, nonostante la condotta abusante dell'uomo denunciata dalla madre, nonostante il parere negativo degli psicologi. Tutto questo in nome del presunto diritto alla "bigenitorialità" della minore. Il provvedimento è in contraddizione con la motivazione: come può definirsi rispetto del diritto alla bigenitorialità la privazione, in così tenera età, della presenza costante e della cura amorevole di una madre, in favore di un affidamento esclusivo al padre?! La vicenda della madre di Baressa è l'emblema di un vero e proprio abuso che viene esercitato sempre più spesso nelle aule dei tribunali, nello sconcertante silenzio generale dei media nazionali e del mondo politico che, attraverso proposte di legge quali quella appena presentata sull'alienazione parentale, già presente nel contratto di governo, si rende per giunta connivente. Ed è cosi che tante madri, già assoggettate ad una condizione di subalternità psicologica o economica dal proprio ex partner abusante, per il solo fatto di aver denunciato le violenze subite si ritrovano non solo private dei propri figli senza alcuno scrupolo, ma per giunta relegate in un isolamento sociale che, di fatto, le rende impotenti di fronte a tali aberranti ingiustizie. Non c'è giustificazione che possa reggere un abuso come quello subito dalla madre di Baressa e dalla propria figlia, specie se a giustificazione viene posto il diritto alla bigenitorialità. Occorre un'immediata mobilitazione da parte delle istituzioni affinché la figlia venga restituita alla madre il prima possibile e mai più figli vengano strappati alle madri in questo modo. Il genitore violento e abusante non può essere considerato genitore affidabile dalla legge perché non è più un genitore nei fatti.​   

A noi donne i segnali del "Governo del Cambiamento" preoccupano​

Oggi, con apprensione basata solo sui fatti e le parole pronunciate sino ad ora, guardiamo a quanto sta accadendo ponendoci interrogativi pesanti e denunciamo la rinnovata cancellazione delle donne come soggetti politici autonomi; soggetti verso i quali, tutto all’opposto, si sta scatenando odio e disprezzo, rinnovando discriminazioni e paure antiche. Stiamo assistendo in questi giorni alla scelta della via più breve, anche nelle migrazioni, che rischia sempre di essere quella della prepotenza e del prepotere maschile sessista e razzista che tenta la sopraffazione del più debole, del più fragile invece di far valere umanità e norme internazionali a cui tutti i paesi civili sono tenuti venendo meno alla protezione umanitaria. A questo governo vorremmo dunque ricordare che la civiltà di un popolo si misura anche sull'inclusione, sulla capacità di guardare a metà del popolo italiano e all'altro con la serenità e i mezzi che l'intelligenza culturale e sociale mette a disposizione anche grazie alle donne da molto tempo e alle convenzioni internazionali. Allora ricordiamo:Ai difensori della "sicurezza", che dovrebbero sapere che tutti i crimini violenti sono in calo salvo una tipologia: il femminicidio, che si ripete con quotidianità nel silenzio della politica, e la violenza contro le donne. Il Ministro Salvini e tutto il governo ci dica come vogliono fronteggiarlo. A tal proposito, vorremmo anche ricordare che la cosiddetta “sindrome di alienazione parentale”, che ciclicamente alcune realtà hanno tentano di introdurre nell’agenda legislativa e nei tribunali, e che oggi rientra nei temi del contratto di governo, è una presunta patologia del tutto priva di fondamento scientifico ed è già stata ampiamente sconfessata dalla Corte di Legittimità e che crea vittimizzazione secondaria;A chi si preoccupa del basso tasso di natalità, che le donne potrebbero tornare a fare figli solo se aumenterà il tasso di occupazione femminile e giovanile stabile, la rete dei servizi per accogliere e seguire la maternità, la condivisione equa all'interno della coppia del carico di cura verso i bambini e gli anziani e la piena applicazione della legge 194;Al Ministro per la famiglia e a quanti dicono di aver attenzione per essa, di verificare come sono realmente composte le famiglie nel nostro Paese. Oltre un quarto è infatti composto da una sola persona (quasi sempre una donna anziana e povera) o da persone con carico familiare (e anche in questo caso si tratta di donne). Al nuovo Sottosegretario delegato alle pari opportunità ci sembra opportuno ricordare che dovrà chiarire cosa intende per pari opportunità: il partito che lo ha indicato ha improvvisamente infatti scordato la questione delle competenze. Le pari opportunità di genere sono infatti una vera competenza in cui sono tradizionalmente più esperte le donne che se ne sono a lungo occupate; va esercitata come prevedono le nostre leggi per valutare tra l'altro "l'impatto di genere" di ogni legge, senza il quale non solo le misure potrebbero essere meno efficaci ma ingiuste e spesso inutili, infatti non c'è maggiore ingiustizia che trattare in modo uguale soggetti diversi;Alle parlamentari tutte, che la loro presenza in Parlamento è anche frutto delle lotte di tanti anni di tante donne italiane per una più equa rappresentanza di genere e che alle donne dovrebbero saper rispondere con la loro attività politica e proposte ed iniziative condivise e che dovrebbero rispettare le norme internazionali che l’Italia ha firmato. Noi donne siamo state "cancellate" come soggetto politico fin dal dibattito durante la campagna elettorale. Sono stati sistematicamente cancellati così non semplicemente anni di lotte e di conquiste delle donne italiane, ma tutte le questioni aperte che in maniera differente riguardano tutte e tutti. E questo non è un difetto secondario solo per noi, ma anche per il Paese, ed è un difetto che abbiamo visto e combattuto anche negli ultimi anni.Ebbene, oggi più che mai, noi continuiamo ad esserci, ad essere presenti con tutte coloro e per tutte coloro che continuano a riconoscere nella cultura e politica delle donne una dimensione concreta di civiltà e di rispetto della soggettività e della libertà femminile oltre che del diritto di cittadinanza sancito dalla Costituzione italiana.   ​

Il giardino di Federico

Pubblichiamo di seguito alcune foto del pomeriggio di giovedì 19 aprile 2018 a San Donato Milanese, nel corso della cerimonia dedicata ad intitolare a Federico Barakat il parco giochi fra via Battisti e via Iannozzi. In questa giornata Federico avrebbe compiuto 18 anni, se non fosse stato ucciso dal padre 9 anni fa in un tragico evento che scosse tutta la comunità cittadina. Per l'UDI, era presente ed è intervenuta Vittoria Tola.  

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