TESSERA UDI 2026: SOVVERSIVE​

 Care amiche, care compagne, vi presentiamo la nuova tessera dell'UDI per il 2026. L'immagine che abbiamo scelto quest'anno è un manifesto politico che attraversa il tempo. Al centro della tessera campeggiano tre figure di donne: tre generazioni unite da un unico filo, giallo mimosa, che incarnano la nostra storia e il nostro futuro.La parola che abbiamo scelto per quest’anno è SOVVERSIVE.        “In un mondo che normalizza la guerra e la violenza, incontrarsi, organizzarsi, scegliere la relazione è già un atto sovversivo.Sovversive perché rovesciamo il patriarcato, richiamando i principi fondamentali della Costituzione e rendendoli pratica viva.Sovversive come le donne dell’UDI che scelsero la mimosa, disobbedendo a un ordine ingiusto per inventare democrazia e pace.Oggi come allora, sovvertire significa smantellare le oppressioni, praticare sorellanza concreta e prenderci la responsabilità del futuro, insieme.” Ricordando Marisa Rodano, prima donna Vicepresidente della Camera, sappiamo che nessun diritto è conquistato per sempre.Questa tessera è lo strumento per difendere quella libertà che le donne ritratte tengono orgogliosamente tra le mani.  COME RICHIEDERE LA TESSERA: Per ricevere la Tessera 2026, rivolgiti ad una Udi vicina a te oppure scrivi una mail a  indicando:   - La quantità di tessere richieste con i nominativi di riferimento;   - L'indirizzo completo;   - Un recapito telefonico a cui desideri riceverle. Sostieni la nostra storia, firma il tuo impegno!​

L'UDI nella storia dell'Italia Repubblicana - 12/13 Marzo

GIOVEDI' 12 MARZO - VENERDI' 13 MARZO 2026 UDI organizza e promuove il convegno scientifico dal titolo "L'UDI nella storia dell'Italia Repubblicana" nello splendido scenario della Cappella Farnese di Palazzo d'Accursio (Bologna)  Di seguito il programma, gli interventi previsti e i temi che si affronteranno nel corso di questa due giorni all'insegna dell'approfondimento scientifico.   

Difendiamo le consigliere di parità

L’Unione Donne in Italia esprime ferma contrarietà al decreto legislativo di recepimento di due direttive europeeche prevede il ridimensionamento – di fatto lo smantellamento – della figura delle Consigliere di Parità, presidioistituzionale previsto dal Codice delle Pari Opportunità (d.lgs. 198/2006) per la promozione e la tuteladell’uguaglianza tra donne e uomini nel lavoro.Colpire questa istituzione significa indebolire uno degli strumenti pubblici più importanti per contrastare lediscriminazioni di genere nei luoghi di lavoro.Le Consigliere di Parità operano a livello provinciale, regionale e nazionale e rappresentano da anni un punto diriferimento concreto per lavoratrici e lavoratori che subiscono discriminazioni, disparità retributive, molestie oviolenza nei contesti lavorativi. Il loro intervento, su mandato della persona discriminata, è gratuito e fondato suuna professionalità specifica maturata nel tempo.In questi anni l’azione delle Consigliere di Parità ha prodotto risultati importanti anche sul piano giudiziario,grazie alla collaborazione con l’avvocatura e alla costruzione di alleanze professionali e istituzionali per ilcontrasto alle discriminazioni di genere, contribuendo a far emergere e riconoscere giuridicamente fenomenispesso invisibili.Tutto questo avviene in un contesto nel quale i dati dimostrano quanto il lavoro delle donne resti fragile ediseguale: il tasso di inattività femminile supera ancora il 40% e le dimissioni nel cosiddetto periodo protettocontinuano a essere prevalentemente femminili, segno evidente della difficoltà di conciliare lavoro e cura e dellapersistente carenza di servizi.È dunque incomprensibile e grave che proprio oggi si tenti di indebolire un presidio pubblico di tutela.Ancora più grave se si considera che l’Italia ha ratificato la Convenzione ILO n. 190 sulla violenza e le molestienel mondo del lavoro, che impone agli Stati di rafforzare strumenti e politiche di prevenzione e contrasto.Anche le direttive europee in materia di parità e non discriminazione nel lavoro chiedono agli Stati membri digarantire sistemi efficaci di tutela.Smantellare o indebolire le Consigliere di Parità significa muoversi nella direzione opposta rispetto agli impegniinternazionali e agli obblighi europei.Le discriminazioni nel lavoro non sono un residuo del passato.Sono una realtà quotidiana che continua a colpire le donne nelle carriere, nei salari, nella stabilità del lavoro enella libertà da molestie e violenze.Per questo difendere le Consigliere di Parità significa difendere i diritti delle donne nel lavoro.UDI chiede con forza che il decreto legislativo venga ritirato e che si proceda invece a rafforzare il sistema delleConsigliere di Parità, investendo risorse, competenze e strumenti operativi.Perché la tutela dei diritti nel lavoro passa attraverso istituzioni pubbliche forti, competenti e accessibili.E perché il lavoro deve essere dignitoso, regolare, sicuro libero da discriminazioni, violenza e molestie. Per approfondire clicca qui  

TESSERAMENTO 2026

NO! Al Referendum

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