L’UDI alla CEDU al fianco di Antonella Penati​

Per la prima volta l'UDI ha chiesto alla Cedu - Corte Europea dei Diritti dell'Uomo - di intervenire come terzo a sostegno del ricorso di Antonella Penati presentato contro lo Stato Italiano, per non aver tutelato il diritto alla vita del proprio figlio Federico Barakat ucciso dal padre.

 

La Penati, infatti, aveva più volte denunciato la violenza e pericolosità dell’uomo, culminata nell'omicidio del figlio di soli otto anni, avvenuto durante un incontro protetto presso i servizi sociali il 25 febbraio 2009. In questo caso, sul diritto alla vita del bambino ha prevalso il diritto alla genitorialità di un padre violento. 

 

Il nostro intervento si basa sulla profonda convinzione che "tragedie annunciate" come questa, o come quella del recentissimo caso di Cisterna di Latina, siano tali anche a causa dell'inadempienza di uno Stato troppo lento e troppo superficiale nel gestire situazioni di pericolo e di emergenza delle donne e dei loro figli, vittime di violenza domestica.

 

Ci auguriamo, pertanto, che la nostra partecipazione al processo instaurato innanzi alla Corte Europea possa essere utile a perorare la causa della madre del piccolo Federico,  e che anche in questo caso la CEDU riconosca l'inefficienza  dello Stato italiano nell’affrontare la violenza maschile contro le donne,contribuendo dunque a realizzare gli auspicati interventi di tutte le istituzioni statali più volte richiesti nelle piazze e nelle sedi istituzionali in cui ci siamo espresse, in osservanza della Convenzione di Istanbul.