
#inquantodonna

Ieri il parlamento ha aperto le porte alle donne vittime di violenza, alle associazioni e alle professioniste che lavorano sul tema. Abbiamo ascoltato testimonianze di sopravvissute allo stupro, alla violenza domestica, alla tratta, ma anche le testimonianze delle donne vittime di figlicidi e delle madri di donne vittime di femminicidio.
Una condivisione corale delle diverse esperienze ci ha unite in un unico intento, quello di dire basta alla violenza sulle donne.
Ancora oggi le donne sono testimoni coraggiose (oltre che vittime) di una cultura patriarcale di sopraffazione e coercizione, testimoni di una società che nega piena cittadinanza al 51% della sua popolazione, che rifiuta di riconoscere il danno terribile, grave e gravoso che un maschile violento e prevaricatore continua ad infliggere a tutti, donne, bambini e uomini minando il vivere civile.
Giornate come queste, che uniscono le differenze dei nostri vissuti e dei percorsi politici, hanno il merito di ricondurre le istituzioni al proprio ruolo di garanti del diritto di cittadinanza, delle leggi e della legittimità umana nel vivere comune e di porle di fronte alla necessità ed urgenza di trattare il contrasto alla violenza di genere come un tema imprescindibile della governance attuale e della democrazia.
Le donne dell'UDI sono state e continueranno ad esserci, prima e oltre il 25 novembre, al fianco di tutte le donne.