URBAN VISION celebra la giornata internazionale della donna con due campagne

La media company ricorda sui propri schermi le conquiste sociali, economiche e politiche delle donne nel ‘900  e sensibilizza il pubblico sulla necessità di raggiungere la parità retributiva uomo-donna nel mondo del lavoro Roma, 08 marzo 2022 – In occasione della Giornata  Internazionale della Donna, URBAN VISION, la media company leader nel mercato  Digital Out of Home, sceglie di dedicare i propri maxi schermi alle donne con due campagne che portano in città rispettivamente la storia delle battaglie per i diritti civili combattute nel ‘900 e la necessità di promuovere sempre più la gender equality nel mondo del lavoro: un percorso di sensibilizzazione che approda nelle più belle piazze d’Italia, snodandosi tra le conquiste di ieri e le battaglie di oggi e di domani. In particolare, URBAN VISION, insieme all’Associazione CCO – Crisi Come Opportunità e a Unione Donne In Italia, ha realizzato in esclusiva per i propri schermi di Roma e Milano, la campagna #UniteNeiDiritti. Un progetto che porta sui Maxi Led, le tappe principali delle lotte sociali, economiche e politiche che hanno fatto la storia dei diritti femminili del secolo scorso. Grazie alle foto uniche e inedite tratte dell’Archivio di UDI – Unione delle Donne in Italia, gli schermi URBAN VISION ripercorrono il lungo cammino per il riconoscimento dell’uguaglianza dei diritti tra uomini e donne, e che vede nel 1946, con l’accesso al diritto di voto, lo spartiacque verso un processo di emancipazione e parità, che arriva e continua anche oggi. URBAN VISION ha scelto altresì di sostenere l’Associazione Valore D, portando on air nelle città di Roma, Milano e Catania #nopaygap, la campagna, patrocinata da Pubblicità Progresso, che racconta la distanza tra uomo e donna per quanto riguarda la necessità di raggungere la parità retributiva in azienda. La campagna promossa da Valore D contribuisce ad aprire un dibattito sul divario salariale di genere. Una realtà che non solo “non è normale”, come recita lo spot, ma è anche una perdita per l’economia e il Paese. “L’educazione ai diritti civili, all’uguaglianza, al rispetto non può trovare spazio e tempo in un singolo giorno, ma è un messaggio che va veicolato quotidianamente, affinchè possa sedimentarsi tra le coscienze e nelle azioni di tutti. Abbiamo ritenuto che fosse un gesto importante portare sui maxi schermi URBAN VISION due campagne. Da un lato, grazie gli scatti del ‘900 di #UniteNeiDiritti, vogliamo raccontare la storia delle lotte e delle conquiste che hanno portato a una società moderna e paritaria” - ha commentato Gianluca De Marchi Amministratore Delegato di URBAN VISION – “Dall’altro abbiamo scelto di sostenere Valore D e il messaggio #nopaygap affinchè possa rappresentare un ulteriore passo di sensibilizzazione su quanto ancora c’è da fare per il raggiungimento della parità uomo-donna non solo nella vita privata, ma anche nel mondo del lavoro”. “Per UDI – Unione Donne in Italia la Giornata Internazionale della donna, rappresenta un momento di grande impegno sin dalla sua istituzione in Italia, avvenuta nel 1921 e ripresa nel 1945. Siamo un’associazione di promozione politica, sociale e culturale senza fini di lucro, presente e diffusa su tutto il territorio italiano fin dal 1944. Molte sono le battaglie portate avanti dalle donne dell’UDI: le lotte per la pace, il lavoro, gli asili nido, le scuole d’infanzia, il divorzio, il diritto di famiglia, i consultori, l’autodeterminazione per l’IVG, la lotta contro la violenza maschile sulle donne. L’impegno delle donne dell’associazione è quello di costruire una nuova civiltà nelle relazioni tra donne e uomini, sia sul piano interpersonale che su quello pubblico, dal rispetto reciproco alla comune responsabilità di cura della vita umana e dell’ambiente” – ha dichiarato Vittoria Tola Responsabile Nazionale UDI.*** URBAN VISION è una Digital Media Company leader nei restauri sponsorizzati e nella valorizzazione del patrimonio culturale attraverso progetti di comunicazione integrata; editrice e concessionaria di spazi pubblicitari out of home e digital out of home. In oltre quindici anni di attività, grazie alla collaborazione tra Urban Vision ed istituzioni pubbliche e private, sono stati restaurati circa 400 edifici tra chiese, monumenti e palazzi storici e raccolti fondi per oltre 300 milioni di euro. URBAN VISION è la prima media company con certificazione ISO 14064-1 che si distingue per sistema di gestione per il monitoraggio e la rendicontazione delle proprie emissioni di gas serra certificato ai sensi della norma ISO 14064-1.  Contatti per la stampaVanessa Gloria – Urban Visioncommunication and media relations managerPh. 3386149374Mail to: v.gloria@urbanvision.com     ​

Le femministe difendono la libertà di espressione

L’11 marzo si è tenuto alla Casa Rossa di Milano un partecipato incontro di femministe di vari gruppi ed età e di città diverse. Abbiamo parlato nel piacere di conoscerci e stare insieme in presenza. Il dibattito si è aperto con la questione della guerra, devastatrice e temeraria; è stato evidenziato un uso strumentale delle parole. Fornire armi non è lavorare per la pace. La guerra è sempre guerra, nonostante gli aggettivi giustificativi, e si sta criminalizzando il dissenso: chi è contro la guerra diventa automaticamente “in combutta con il nemico” e da silenziare. Lo stesso scellerato meccanismo si applica a tante questioni femministe. In questo mese di marzo è stata calunniata come transfobica la presidente di ArciLesbica e le case editrici Ortica e Asterios hanno visto alcune loro autrici bollate come odiatrici per aver preso posizione contro la cancellazione delle donne, contro ogni forma di abuso e di mercificazione dei loro corpi e ogni tentativo di legalizzarli. E ci stupisce che azioni di censura su queste posizioni vengano da ambienti progressisti. Difendiamo i diritti e gli spazi delle donne che sono basati sul sesso - un forte movimento internazionale si batte per questo https://womensdeclaration.com/documents/12/Italiano.pdf.Il femminismo, come tutti i movimenti, non è un blocco unico. Ma le donne, singole, di associazioni e di partiti, dovrebbero concordare sul fatto che la censura è inaccettabile, perché il dissenso non è discorso d'odio. Facciamo appello alle donne affinché si impegnino attivamente a difendere la libertà di espressione di tutte le voci femministe per un conflitto costruttivo. Stiamo lavorando ai prossimi appuntamenti di confronto aperto. ARCILESBICA NAZIONALE  ​

Spettacolo "I treni della felicità"

"I treni della felicità. Questa storia nei libri di storia non c’è" racconta un episodio storico dell’immediato Dopoguerra che vede protagoniste le donne nell’organizzazione di convogli che hanno trasferito “in Alta Italia”, principalmente in Emilia Romagna, circa 70 mila bambini in condizioni di assoluta miseria da tutta la penisola. ·  7 marzo PARMA - Teatro Due ·  8 marzo LUGO DI ROMAGNA - Teatro  Rossini - ·  9 marzo  GUASTALLA REGGIO EMILIA   - Teatro Ruggeri·  10 marzo SAN MINIATO  (Pisa) - Teatro Quaranthana·  11 marzo SAVONA - Teatro Sacco  ·  12 marzo GENOVA VOLTRI ·  13 marzo GENOVA VOLTRI matinée·  14 marzo  GENOVA VOLTRI matinée·  16 marzo PORDENONE Auditorium Concordia  ·  18 e 19 marzo - PESCARA - Teatro Florian·  21 e 22 marzo NAPOLI - Sala Assoli ·  24 25 26 27 marzo SAMBUCA DI SICILIA (AG) Teatro L' Idea  ·  7 marzo PARMA - Teatro Due ·  8 marzo LUGO DI ROMAGNA - Teatro  Rossini - ·  9 marzo  GUASTALLA REGGIO EMILIA   - Teatro Ruggeri·  10 marzo SAN MINIATO  (Pisa) - Teatro Quaranthana·  11 marzo SAVONA - Teatro Sacco  ·  12 marzo GENOVA VOLTRI ·  13 marzo GENOVA VOLTRI matinée·  14 marzo  GENOVA VOLTRI matinée·  16 marzo PORDENONE Auditorium Concordia  ·  18 e 19 marzo - PESCARA - Teatro Florian·  21 e 22 marzo NAPOLI - Sala Assoli ·  24 25 26 27 marzo SAMBUCA DI SICILIA (AG) Teatro L' Idea   ​Invitiamo le donne, ragazzi e ragazze, e anche gli uomini a partecipare a quest'evento, valorizzandone l’importanza. Raccontare questa storia oggi con uno spettacolo ha un’importanza davvero rilevante. Essa rappresenta un modello positivo per le italiane e gli italiani. Queste donne straordinarie hanno messo in atto una politica trasformativa, con una visione di Paese e di futuro che ha molto da insegnarci, come singoli e come comunità. Per questo l'UDI ha dato il proprio patrocinio nazionale. Lo spettacolo a marzo sarà in tournée nelle località in elenco. Sarebbe nostro auspicio che il prezioso tamtam di UDI raggiungesse anche queste località, affinché questa storia arrivi al maggior numero di persone. Sappiamo quanto può essere potente una rete di donne.      

Solidarietà alla preside Annalisa Savino

Nell’esprimere solidarietà alla Preside Annalisa Savino, minacciata neppure troppo larvatamente dal ministro Valditara, vogliamo ringraziarla pubblicamente per non aver dimenticato il ruolo educativo della scuola, ed avere con la sua lettera chiarito l’importanza dell’educazione civica, materia scolastica talvolta cancellata e spesso trascurata. Ricordiamo al ministro Valditara che: 1)- il fatto che i ragazzi picchiatori siano stati individuati e denunciati non esime  dal commentare l’episodio per quello che è: un attacco squadrista. Su questo la Preside ha giustamente richiamato l’attenzione degli studenti, non accettando che un simile episodio sia derubricato come semplice rissa. Poi si aspetterà il corso della giustizia, ma il commento è d’obbligo.Grazie Preside per non essersi sottratta  a quello che, giustamente, ha sentito come suo preciso dovere.  2)- la Repubblica italiana nasce dalla Resistenza ed è antifascista,, dunque anche la scuola pubblica lo è. Non esiste solo il fascismo storico, con un inizio e una fine, altrimenti la nostra Costituzione sarebbe basata su valori obsoleti che si possono sempre rivedere. Così non è. 3)- Anche la nostra Associazione, Unione Donne in Italia, che non si riconosce in nessun partito o schieramento politico, nasce dalla Resistenza ed è antifascista per statuto.  Dunque si può, nella Repubblica nata dalla Resistenza, che si è data la Costituzione su cui Lei ha giurato, si può e si deve respingere il fascismo vecchio e nuovo. Al silenzio della Presidente Meloni fanno da sinistro contraltare le sue  pesanti parole contro la Preside Annalisa Savino. Lei  tradisce il suo ruolo e fa un danno alla scuola e al Paese, prima che ad una Preside coraggiosa. UDI- Unione Donne in Italia  Roma 24 febbraio2023    ​

La guerra non ci dà pace

È trascorso un anno dall’inizio della sciagurata guerra nel cuore dell’Europa. Un anno di paura, fuga, disperazione, morte, dolore, miseria, distruzione per il popolo ucraino e per tutti gli altri popoli che subiscono la logica della forza brutale. Un anno di condizioni economiche peggiorate e povertà dilagante. Un anno in cui è andata crescendo la spesa per il riarmo e l’escalation del conflitto. Stiamo pericolosamente correndo verso il disastro globale. Le guerre tra le nazioni, contro le popolazioni, le guerre dei governi contro le donne non ci danno pace: sono il pensiero che ci assilla, l’impotenza a cui ci ribelliamo. Nessuna guerra inizia il giorno in cui è dichiarata: si arriva da un lungo percorso, passo dopo passo, e non si torna indietro. La guerra è il veleno del militarismo patriarcale, devastazione dei territori, sterminio di civili, distruzione di ogni fonte di vita. La guerra è decisione di chi sta al riparo e manovra le pedine della morte. La guerra è interesse di pochi che impoverisce tutti gli altri e soprattutto le donne. La guerra genera guerra. La pace si fa passo dopo passo: cominciamo a camminare in questa direzione. La pace è libertà di esistere come donne e uomini liberi. La pace per le donne è possibilità di studiare, lavorare, amare senza costrizioni, senza sfruttamento, senza divieti. La pace per le donne è autodeterminazione nelle scelte riproduttive. La pace per le donne è costruire relazioni in un orizzonte di giustizia. La pace per le donne è fare pace con la terra che abitiamo. Investiamo in un piano di pace. Togliamo risorse agli eserciti imponendo un bilancio di pace. Facciamoci granelli di sabbia che inceppano gli ingranaggi della guerra. Siamo figlie della lunga storia delle donne che hanno desiderato pace e ricevuto guerra, che hanno riparato, curato, assistito vittime e territori, ricostruendo ogni volta la vita sulle macerie. Siamo profondamente addolorate ma anche piene di ammirazione per il coraggio delle donne iraniane e afghane che ancora oggi sono costrette a mettere in gioco la vita solo per esistere come donne. Siamo vicine a tutte le donne che lottano per la vita nelle tante guerre dimenticate. Ci vuole coraggio e inventiva per farsi granelli di sabbia e inceppare gli ingranaggi della guerra. Facciamo appello alle donne che non vogliono essere spettatrici silenziose. Costruiamo la pace. L’UDI è l’associazione delle molte donne che hanno contribuito a generare la repubblica democratica e delle madri costituenti che hanno scritto “L’Italia ripudia la guerra”: di questa eredità ci sentiamo custodi. L’8 marzo nasce in Italia con la mimosa come gesto solidale da donna a donna per ricostruire insieme dalle macerie di una guerra terribile. Nella nostra precaria nicchia di pace, i pensieri assediati dalla guerra, vogliamo rinnovare quel gesto nella potenza di un patto di pace. Abbiamo bisogno di molte mani per tessere la trama resistente di una pace che metta la guerra fuori dalla storia. Il nostro 8 marzo sarà dalla parte della pace, con determinazione e speranza, per il futuro che comincia qui ed ora nei nostri passi. --- We can’t resign ourselves to war It’s been a year since the start of this unfortunate war in the heart of Europe. A year of fear, fleeing, despair, death, pain, misery, destruction for the Ukrainian people and for all the other people who suffer under the logic of brute force. A year of worsening economic conditions and rampant poverty. A year in which the spending on rearmament and the escalation of the conflict has been increasing. We are dangerously running towards global disaster. We can’t resign ourselves to wars between nations, against populations, wars of governments against women: the thought of them haunts us, we can’t accept to stand by helplessly. No war begins the day it is declared: it comes from a long path, step by step, and there is no turning back. War is the poison of patriarchal militarism, it’s devastation of territories, extermination of civilians, destruction of every source of life. War is the decision of those who stay behind and manoeuvre the pawns of death. War benefits few and it impoverishes everyone else, especially women. War begets war. Peace is built step by step: let's start walking in this direction. Peace is the freedom to exist as free men and women. Peace for women is the possibility of studying, working, loving without constraints, without exploitation, without prohibitions. Peace for women is self-determination in reproductive choices. Peace for women is building relationships within a horizon of justice. Peace for women is making peace with the land we inhabit. Let’s invest in a plan for peace. Let’s take resources away from armies by imposing a budget for peace. Let's become the grains of sand that jam the gears of war. We are the heirs of a long history of women who have longed for peace and received war, who have mended, healed, assisted victims and territories, each time rebuilding life on the rubble. We are deeply saddened but also full of admiration for the courage of Iranian and Afghan women who are still forced to put their lives on the line just to exist as women. We support all the women who are fighting for their lives in the many forgotten wars. It takes courage and ingenuity to become grains of sand and jam the gears of war. We appeal to all the women who don't want to be silent spectators. Let’s build peace. UDI was created by the many women who made Italy a democratic republic, who wrote in our Constitution that “Italy repudiates war”: we feel we are the custodians of this legacy. March 8 was born in Italy with the mimosa flower as a gesture of solidarity from woman to woman to rebuild together from the rubble of a terrible war. From our precarious nook of peace, with our thoughts besieged by war, we want to revive that gesture with all the power of a peace pact. We need many hands to weave the resistant fabric of a peace that pushes war out of history. Our March 8 will be on the side of peace, with determination and hope, for the future that begins here and now in our steps.   ​

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