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Salutiamo Maritsa
In memoria di Maritsa, la nonna di Lesbo che allattava i bambini migranti e fu candidata al Premio Nobel per la Pace, ricordandoci cosa vuol dire essere umani.
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Il congedo per maternità non si tocca!
Da quando la Camera ha iniziato la discussione sulla legge di bilancio, ora approvata alla Camera, ma ancora soggetta a numerose modifiche prima dell’approvazione definitiva, abbiamo assistito alla bocciatura dell’emendamento che fissava un fondo di 10 milioni di euro per orfani e familiari di vittime di femminicidio, salvo ripensamento dell’ultima ora e alla liberalizzazione del congedo obbligatorio per maternità, di cui invece è stata confermata l’introduzione, che ora renderebbe possibile per la donna lavorare fino all’ultimo momento prima del parto.Spacciata come “libertà”, è evidente, con un minimo di riflessione, quanto questa previsione tutto contenga fuorché libertà! A meno che non si stia parlando della libertà del datore di lavoro di mettere la lavoratrice nelle condizioni di dover lavorare fino all’ultimo. Il tutto con un semplice certificato medico. Come se la gravidanza fosse equivalente ad un raffreddore o ad un’allergia. Come se non fosse noto a tutti che la gravidanza è un momento talmente delicato per cui basta poco per stravolgere repentinamente lo stato di salute della donna e del feto.Sempre più chiaro è dunque il ruolo che la donna assume nell’attuale contesto sociopolitico.Si vuole che la donna sia prima di tutto una macchina produttrice: produttrice di reddito e, all’occorrenza, produttrice di figli; figli che, tuttavia, non devono più di tanto intralciare la macchina produttiva, poiché se lo fanno, la donna viene allontanata dal mercato del lavoro. Figli che devono essere cresciuti dalle mamme (perché si sa, i papà sono sempre al lavoro); mamme che tuttavia, spinte dalla pressione del mercato, arriveranno esse stesse a decidere di stare a casa il meno possibile (sempre che la salute glielo consenta), strette nella morsa di un ricatto implicito e di un condizionamento sociale tale per cui non c’è spazio per la stanchezza, non c’è spazio per la malattia, non c’è spazio né tempo per i figli. Dunque, forse è meglio non farli. Ma servono figli per la patria! Se no gli immigrati…Quando poi ci si allarma, a intermittenza da anni, per il drastico calo delle nascite (come i recenti dati Istat ci dimostrano), si pensa di poter risolvere il problema attuando una politica del terrore antiabortista, affiggendo inquietanti manifesti di feti giganti, promuovendo subdole mozioni a “tutela della vita” nelle giunte comunali, imponendo la presenza di dissuasori antiabortisti nei consultori.Questo perché la responsabilità del calo delle nascite non è la precarietà del mercato del lavoro, la pressione data dall’essere sempre più rimpiazzabile anche se sei incinta, l’insufficienza di asili nido, una scarsa condivisione del lavoro di cura del neonato con i padri e un sistema che pone la gravidanza come un fatto di cui si deve caricare solo la donna, no!La responsabilità del calo delle nascite è da imputarsi alla donna che abortisce. Non importa il motivo per cui lo stia facendo, che sia mancanza di possibilità, che sia violenza.Ecco che allora tornano ancora a risuonare, vive più che mai, le parole della nostra Piattaforma per una contrattazione di genere:Il diritto al lavoro, non sfruttato, è il mezzo con cui affermiamo la nostra autonomia e la libertà della nostra esistenza, che non possono essere assoggettate ad un modello monosessuato mortificante e lesivo della nostra dignità.Osserviamo che l’attacco al lavoro in generale rappresenta anche un’appropriazione indebita del tempo di vita, soprattutto di quello delle donne che erogano servizi fondamentali dentro le case e nelle relazioni famigliari a tutti i livelli di età, configurano una vera e propria economia sommersa di cui fruisce chi si appropria della ricchezza del paese.Riteniamo che la produzione debba essere al servizio della vita e non viceversa.Dunque… la legge sulla tutela della maternità non si tocca! Davvero non basta un certificato medico per garantire la libertà di un parto e di una nascita serena!!!!
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Manifestazione nazionale
Riunirsi, progettare, agire.Per questo le donne dell’Unione donne in Italia saranno in piazza sabato 24 novembre con Non una di meno. Abbiamo ritenuto necessario ribadire gli obiettivi che ci accomunano alle donne che, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, si riuniranno a Roma, e sul territorio nazionale, per gridare ancora una volta, il proprio STOP alla violenza maschile sulle donne, una violenza che viene ogni giorno perpetrata sotto gli occhi di tutti e sotto varie forme, e tuttavia ancora oggi volutamente ignorata se non quando utilizzata come strumento di propaganda. Come stiamo constatando sempre di più negli ultimi mesi, oggi più di ieri le donne sono sotto attacco nella loro autodeterminazione: nel lavoro, nel matrimonio, nella separazione, nel loro decidere di essere o non essere madri, nella loro sessualità, fino addirittura al loro modo di vestire, come una recente pronuncia di un tribunale irlandese ci ha ricordato. Ancora oggi il corpo della donna costituisce strumento dell’esercizio del dominio patriarcale, sessualizzato ed esposto alla pubblica gogna per il fatto stesso di essere un corpo di donna. Ebbene, sabato 24 novembre noi, donne dell’UDI:ci riuniremo tutte insieme perché la piazza, in quel giorno e per quelle ore, sarà una piazza di donne, di svariati colori, voci, provenienze ma di un unico genere. Progetteremo partendo da noi e guardando alle altre, sentendoci parte di una comunità nella quale, ognuna a modo proprio, stiamo affrontando le molteplici crisi che ci riguardano: dal DDL Pillon, all’obiezione di coscienza, all’autodeterminazione nella maternità consapevole, agli stupri riutilizzati a livello mediatico dai partiti di governo, alla violenza domestica che spesso si traduce in femminicidio;agiremo occupando fisicamente la piazza e occupando idealmente tutti gli spazi – lavorativi, sociali e domestici - dove siamo motrici di cambiamento, rigenerazione e ri-produzione.Agiremo privilegiando i contenuti, la costruzione di reti e di relazioni. Con grande unità con tutte! Il 24 novembre, insieme a Non una di meno e a tutte le donne d’Italia, anche noi saremo in Piazza della Repubblica dalle 14.
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le mobilitazioni cittadine#NODDLPILLON
Nazionale - Roma, piazza Madonna di Loreto, h. 11,00ATTENZIONE: la manifestazione NON si terrà in piazza san Silvestro come diffuso in precedenza https://www.facebook.com/events/2344471642508528/ Alessandria, incontro con la cittadinanza, Istituto scienze giuridiche ed economiche dell’Università del Piemonte Orientale, via Mondovì 8, ore 10.30 Ancona, piazza Roma, dalle 10 Bari, piazza Madonnella, ore 17 Bergamo, piazza Matteotti, davanti al Municipio, ore 10 Bologna, piazza Re Enzo, dalle 15 alle 18 Bolzano, incontro pubblico con proiezione del film L’affido, Liceo Carducci, ore 20 Brescia, corso Zanardelli, ore 16. A seguire il 12 novembre, assemblea pubblica alla Sala Civica Pasquali a partire dalle ore 17.30 Brindisi, incontro pubblico, Palazzo Nervegna, sala Università, via Duomo 20, ore 17,30 Cagliari, piazza Garibaldi, ore 16 Carpi, piazza Matteotti, dalle 10 alle 12 Caserta, piazza Vanvitelli, ore 17 Catania, via Etnea, angolo Prefettura, dalle 17https://www.facebook.com/udi.catania Catanzaro, piazza della Prefettura, ore 17https://www.facebook.com/UDICatanzaro Cesena, sensibilizzazione itinerante in tutto il territorio comunale, ore 8.30-12 Crema, piazza Duomo, dalle 10 alle 12. E l’8 novembre dibattito preparatorio con proiezione del film L’affido al Cinema multisala Portanova, ore 21 Cosenza, Cinema S. Nicola, ore 18: proiezione del film L’affido e dibattito Faenza, piazza del Popolo, dalle 9 alle 12 e incontro pubblico presso centro antiviolenza SOS Donna, via Laderchi 3, ore 9-12 Ferrara, piazza Savonarola, ore 15.30https://www.facebook.com/udi.ferrara Firenze, assemblea pubblica c/o ARCI, piazza dei Ciompi 11, ore 10 Follonica: 9 novembre Parco Centrale, Mercato del venerdì, ore 10.30-12.30 e 10 novembre, via Chirici (davanti al Supermercato), ore 10.30-12.30 Forlì, piazza Saffi, ore 15 Genova, Giardini Luzzati, dalle 15 e passeggiata femminista da Piazza Matteotti alle 17.30https://www.facebook.com/udigenovaviacairoli Grosseto, piazza Baccarini (centro storico), dalle 16 alle 19.30 Imola, viale Amendola 8, davanti al Consultorio familiare, ore 10, flashmob itinerante Lecce, incontro pubblico, via Santa Maria del Paradiso 12, ore 10.30. A seguire incontri pubblici a Diso (Lecce), il 13 novembre, piazza dei Cappuccini alle 16, e Squinzano (Lecce), il 14 novembre, via del Crocifisso 12, ore 17 Lucca, piazza San Michele, dalle 10 alle 17 Lugo, 7 novembre, Mercato di Lugo, ore 9-12 e 10 novembre, incontro porte aperte, Centro antiviolenza Demetra Donne in aiuto, corso Garibaldi 116, ore 10-12 Milano, piazza della Scala, dalle 15 Modena, piazza delle Torri, dalle 17 alle 18.30https://www.facebook.com/udi.modena Napoli, piazza Salvo D’Acquisto, dalle 10https://www.facebook.com/udi.napoli1 Orbetello, mercato settimanale del sabato, dalle ore 10 alle 12 Orvieto, Torre del Moro nel centro storico, ore 10-19 e 12 novembre, dibattito con proiezione del film L’affido, Nuovo Cinema Corso, ore 20.45 Padova, sul Liston, via VII Febbraio di fronte a Palazzo Moroni, sit ore 15, a seguire passeggiata femminista dalle 16.30 Palermo, manifestazione regionale con corteo da Piazza Croci a Piazza Verdi, partenza ore 15.30 Parma, via Mazzini, dalle 10 alle 13 Perugia, piazza Italia, ore 15 Pesaro, p.le Castelluccio h. 17,00-19,30 Pescara, incontro di approfondimenti presso Libreria Feltrinelli, via Milano, ore 11-12.30, a seguire presidio in piazza Unione dalle ore 17 Piacenza, presidio informativo a piazza Cavalli dalle ore 10.30 e poi manifestazione a Piazza Duomo ore 15.30 Il 16 novembre dibattito pubblico con proiezione del film L’affido, sala Pisa, Largo Ciro Menotti, ore 16, corteo a partire dalle 17.30 Pizzo Marina, incontro pubblico Centro La Tonnara, ore 17 Prato, 12 novembre, dibattito con proiezione del film L’affido, Cinema Eden, ore 20.30 Potenza, piazza Mario Pagano dalle 11 alle 13 Ragusa, piazza San Giovanni, ore 16 Ravenna, piazza Unità d’Italia, ore 15.30-18.30https://www.facebook.com/udiravenna Reggio Calabria, Scalinata Teatro Cilea, dalle 16 alle 19.30https://www.facebook.com/udi.reggiocalabria Reggio Emilia, piazza dei Martiri del 7 luglio, ore 17-18 Rimini, piazza Tre Martiri, ore 9.30-12.30 Scicli, piazza Municipio, ore 18 Taranto, incontro pubblico, Biblioteca Acclavio, ore 15.30 Terni, piazza della Repubblica, ore 17.30 Torino, piazza Carignano, ore 15.30, a seguire incontro pubblico presso il Teatro Nuovo, ore 17.30 e proiezione del film L’affido alle 21 Trento, il 13 novembre alle 20, Cinema Astra, dibattito pubblico con proiezione del film L’affido Valdichiana, staffetta nei 10 comuni con proiezione del film L’affido dal 1 al 10 novembre Varese, presidio, piazza del Garibaldino, ore 17 Venezia, Campo San Giacomo di Rialto, ore 11.30 Viareggio, piazza Mazzini, dalle 15.30 alle 18.30 Vicenza, corteo dall’Esedra di Campo Marzio a piazza Matteotti, con partenza alle ore 10 Viterbo, volantinaggio performativo in varie piazze, vari orari
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Seminario Nazionale UDI 20 ottobre - materiali
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