
Lettera alla premier Giorgia Meloni

Gentile Presidente del Consiglio
On. Giorgia Meloni
Palazzo Chigi Roma
Forza, tenacia, coraggio: assistiamo ammirate e inorridite alla ribellione delle ragazze che in Iran trascinano in piazza una nuova generazione di donne e uomini, inerme di fronte alla brutale repressione del regime fondamentalista e liberticida.
Donne vita libertà sono parole che ci riguardano, che ci chiamano in causa, che si dichiarano anche per noi.
Sono i pilastri delle democrazie in cui si è fatta strada la voce delle donne che affermano una nuova umanità.
Non è accettabile lo scempio di vite umane a cui assistiamo impotenti. La pacifica rivoluzione delle donne è mondiale e non si può fermare.
La libertà di cui godiamo ci impone domande ineludibili.
Chi arma la mano degli assassini?
Dove si producono armi e proiettili che sfigurano donne e uomini sparando sulle manifestazioni?
Quante persone con certezza d’impunità sono coinvolte nel lavoro alla catena di
morte che in Iran, come ovunque nel mondo, uccide? Quali accordi rendono silenziosi i governi democratici?
Quali traffici imbrigliano la nostra economia nel sostegno a un regime che usa la condanna a morte per i reati che noi mettiamo a fondamento della democrazia? Quale cultura politica ci rinchiude nella complicità?
Quali azioni della società civile possono smuovere i nostri governi?
Quali decisioni possono fermare la libera circolazione del denaro che autorizza gli assassini e i carcerieri?
Quali azioni di boicottaggio del regime iraniano possiamo condividere? Chi vuole portare il peso dei crimini che non fermeranno la storia?
Egregia On. PRESIDENTE GIORGIA MELONI
Le nostre non sono domande retoriche e sappiamo che non è in suo potere rispondere a tutte, ma le inviamo a lei per quanto può agire come massima autorità del Governo che presiede.
L’UDI – Unione Donne in Italia – condivide appieno la Risoluzione del Parlamento europeo n. 2849 del 6 ottobre 2022 insieme alla condanna esplicita delle Nazioni Unite del crescente livello di violenza che lo Stato islamico dell’Iran attua e perpetua nei confronti delle iraniane e degli iraniani, in aperta violazione dei più elementari diritti umani.
Il Parlamento europeo, nella citata Risoluzione, sollecita gli Stati membri, e non solo, ad avviare azioni per la cessazione immediata della violenta repressione delle proteste e la liberazione incondizionata di tutte le persone arrestate.
Lei presiede il Governo di uno Stato membro e noi siamo cittadine del paese che sta governando, un paese fondato sulla democrazia che altre donne e uomini hanno costruito anche per noi, una democrazia che vive nel rapporto costante tra le istituzioni e le espressioni della società civile e che oggi ci consente di rivolgerci a lei con fiducia.
Noi non possiamo tacere: siamo un’associazione che si occupa da sempre della cittadinanza delle donne affrontando le violenze e le discriminazioni ovunque si presentino e lo facciamo esercitando prima di tutto la nostra cittadinanza, che oggi ci porta a chiedere il Suo intervento.
Le chiediamo di fare tutto quanto è in suo potere e di assumere iniziative in linea con le sollecitazioni della risoluzione del Parlamento Europeo e delle Nazioni Unite. per mettere fine alle drammatiche condizioni a cui è sottoposta la popolazione iraniana in lotta per i propri diritti.
In attesa di una risposta le inviamo cordiali saluti.
Responsabili nazionali
Vittoria Tola Liviana Zagagnoni
Roma, 21 dicembre 2022