
Le femministe difendono la libertà di espressione

L’11 marzo si è tenuto alla Casa Rossa di Milano un partecipato incontro di femministe di vari gruppi ed età e di città diverse. Abbiamo parlato nel piacere di conoscerci e stare insieme in presenza.
Il dibattito si è aperto con la questione della guerra, devastatrice e temeraria; è stato evidenziato un uso strumentale delle parole. Fornire armi non è lavorare per la pace. La guerra è sempre guerra, nonostante gli aggettivi giustificativi, e si sta criminalizzando il dissenso: chi è contro la guerra diventa automaticamente “in combutta con il nemico” e da silenziare.
Lo stesso scellerato meccanismo si applica a tante questioni femministe. In questo mese di marzo è stata calunniata come transfobica la presidente di ArciLesbica e le case editrici Ortica e Asterios hanno visto alcune loro autrici bollate come odiatrici per aver preso posizione contro la cancellazione delle donne, contro ogni forma di abuso e di mercificazione dei loro corpi e ogni tentativo di legalizzarli. E ci stupisce che azioni di censura su queste posizioni vengano da ambienti progressisti.
Difendiamo i diritti e gli spazi delle donne che sono basati sul sesso - un forte movimento internazionale si batte per questo https://womensdeclaration.com/documents/12/Italiano.pdf.
Il femminismo, come tutti i movimenti, non è un blocco unico. Ma le donne, singole, di associazioni e di partiti, dovrebbero concordare sul fatto che la censura è inaccettabile, perché il dissenso non è discorso d'odio.
Facciamo appello alle donne affinché si impegnino attivamente a difendere la libertà di espressione di tutte le voci femministe per un conflitto costruttivo.
Stiamo lavorando ai prossimi appuntamenti di confronto aperto.
ARCILESBICA NAZIONALE