
Il chiosco rosa dell’UDI di Napoli

Una proposta e un’istanza diretta ai Sindaci responsabili della salute e la salvaguardia delle cittadine presenti sul territorio.
È stato difficile e laborioso, nella nostra realtà così legata alle gerarchie patriarcali, far si che la dimensione domestica della violenza contro le donne fosse considerata un problema politico. È stato difficile soprattutto far si che lo stato riconoscesse il dovere istituzionale nel garantire i presidi per il contrasto al femminicidio e alle violenze perpetrate contro le donne. Una responsabilità espressa sempre in modo stentato e parziale, tanto da poter dire che, se le istituzioni guardano la violenza, ne vedono solo una parte. Gli stupri fuori dalle case, le intimidazioni che le donne subiscono per strada, spesso, sono stati trattati come eventi avvenuti nella terra di nessuno, o per meglio dire nel territorio degli uomini, dove la presenza femminile resta legata ad orari e mansioni precise. Questa concezione è purtroppo ancora nelle teste di molti, anche di coloro che avrebbero il compito di rendere esigibili le libertà e i diritti delle donne.
La strada è casa per gli uomini, tanto che violenze dei partner sono perpetrate anche in pieno centro cittadino.
Vengono alla luce vicende, con sempre maggiore frequenza, nelle quali le donne, di tutte le età e condizione, rimangono vittime di aggressioni e stupri, che a volte si concludono con la morte. Diventa sempre più evidente che le cittadine, sia di origine italiana che straniera, nel nostro paese non sono oggetto di attenzione mirata alla loro salvaguardia. Anzi dobbiamo con rammarico constatare che per la politica nazionale i crimini commessi sulle donne sono non di rado un pretesto, da un lato, per sostenere altre politiche pregiudiziali verso i cittadini immigrati e da un altro lato, sono occasione per agire su altri problemi di ordine pubblico e di intervento educativo, che sappiamo dovrebbero essere oggetto della continuità di governo.
Ai centri antiviolenza, colpevolmente poco diffusi sul territorio, oggettivamente è preclusa la possibilità di intercettare la violenza di strada, che nelle sue dinamiche è caratterizzata da tempi brevi dall’individuazione della vittima all’esecuzione delle violenze. Nella maggior parte dei casi, la vittima non ha elementi per prevedere quanto sta per avvenire, né può denunciare alcunché nelle ore precedenti. Si tratta di situazioni create allo scopo di sorprendere la vittima, che è sola ed esposta a causa della totale carenza di vigilanza e di riferimenti disponibili.
I luoghi dove la vittima è in situazione di vulnerabilità sono venuti alla ribalta in molte grandi città come Napoli: sono gli snodi ferroviari, quelli del trasporto pubblico, i luoghi della così detta movida, i percorsi obbligati per recarsi al lavoro e a scuola.
Le donne che giungono alle stazioni, o che partono, si trovano in un particolare senso di provvisorietà e spaesamento che, uniti alla carenza di informazioni, favoriscono bande di offenders o singoli predatori.
Noi proponiamo “il chiosco rosa”, un info point gestito da donne abilitate a fornire collegamenti con gli uffici competenti e con i CAV e la PS, ma anche a soccorrere opportunamente le donne che avvertono pericolo o spaesamento.
I precedenti accordi interistituzionali avevano già stabilito l’importanza dei servizi come il potenziamento di illuminazione e vigilanza nei quartieri periferici, nonché i così detti taxi rosa che ovviamente competono alle Istituzioni. Noi intendiamo, così con i Chioschi rosa dare un contributo e un segnale, indispensabile, a costruire la concretezza della promessa di vicinanza e di salvaguardia, più volte pronunciata dalle istituzioni
Il Chiosco rosa consiste in una struttura di colore rosa, quindi visibile e riconoscibile, dove un’incaricata (in avvicendamento) fornisca le prime informazioni, provveda all’attivazione della mediazione linguistica, se necessario, e attivi nell’immediato le risorse.
UDI di Napoli
Associazione Salute Donna
Arcidonna