UDI 25 aprile 2024

 Ottant’anni fa molte donne scelsero la strada della Resistenza contro il nazifascismo, nascosero soldati allo sbando e renitenti alla leva, accompagnarono verso la salvezza perseguitati dalle leggi razziste e prigionieri alleati, salirono in montagna, entrarono in clandestinità, diventarono combattenti con armi e senz’armi, furono le staffette che tessevano lungo strade impervie e pericolose la mappa delle azioni che hanno portato il paese al riscatto della liberazione.

Vogliamo sentirci eredi di quella storia da cui è nata l’Unione Donne Italiane, un’idea che ha fatto la storia della Repubblica democratica.

 

Oggi l’Unione in Italia di qualsiasi donna voglia essere con noi perché ci dichiariamo cittadine del mondo.

 

Veniamo dalla storia di donne che hanno affermato la libertà di dire NO alla guerra, al fascismo e nazismo che l’avevano scatenata, alla sottomissione a cui il regime le condannava proprio in quanto donne. Affermarono la libertà di scegliere per sé e di muoversi nella direzione di una liberazione che seppero praticare ben oltre quella prima scelta.

 

Non furono tutte le donne, sono le donne che hanno lottato per tutte e tutti. Altre rimasero a guardare o assecondarono persecuzioni e delitti con la delazione, il sostegno alle truppe occupanti e alla ferocia fascista.

 

Oggi come allora si tratta di scegliere.

 

Dalle strade impervie della Resistenza le donne dell’UDI ricominciarono a inventare la politica delle donne dentro e oltre i partiti, disegnarono l’agire di una società civile che indicava il cammino alla neonata democrazia italiana, furono amiche ma non si chiusero nei circoli amicali, erano intellettuali ma non si chiusero nei cenacoli alla ricerca dell’approvazione maschile, ebbero ruoli politici rilevanti ma non esaltarono le carriere perché pensavano ai diritti da conquistare per tutte, perseguirono con tenacia l’alleanza tra donne proseguendo la lezione dell’antifascismo, convocarono manifestazioni, inventarono l’8 marzo e mille modi per tessere relazioni politiche tra donne nel quotidiano delle vite, furono appassionatamente pacifiste, operarono continuamente il riconoscimento tra donne nelle grandi convergenze in cui fioriva il femminismo degli anni ’70 e si affacciava alla politica la generazione che avevano sognato libera.

 

Questa è la storia che custodiamo negli archivi e di cui scegliamo oggi di essere testimoni e agenti.

Una storia che vogliamo rinnovare nell’impegno per la difesa dei diritti conquistati celebrando un 25 aprile in cui affermiamo la necessità di continuare la lotta di liberazione.

 

Liberazione dalle guerre.

Liberazione di ogni vita perseguitata, sfruttata, offesa.

Liberazione dall’asservimento ai potenti che manipolano pensieri e sentimenti.

Liberazione dalla paura di lottare.

Liberazione dal potere che le donne agiscono come ancelle del patriarcato.

Liberazione di tutte le donne dalla precarietà del vivere perché le donne libere possono liberare l’umanità.

 

Ci vuole coraggio per essere oggi testimoni di libertà e staffette di speranza, ma sappiamo che nel buio fitto del disincanto in cui si mescolano orrori e compiacenze, miseria e spreco, dolore e dissipazione, vulnerabilità e ferocia, possiamo scegliere come le donne di ottant’anni fa che hanno tracciato la strada.

 

Con le donne Resistenti impegnate a generare il futuro di pace e libertà che continuiamo tenacemente a sognare.