25 aprile e le donne dei GDD​

Il 25 aprile è un giorno di liberazione, di vittoria, di rivendicazione, di giustizia che appartiene a tutto il popolo italiano, perché donne e uomini hanno messo in gioco la propria vita propria e dei propri cari per il bene superiore dell’Italia.

 

È stata una lotta unita a cui hanno partecipato donne e uomini, nella quale per la prima volta la distinzione di sesso non era importante, ciò che contava e l’aiuto che ogni singolo/a poteva apportare.

 

Per la prima volta sui libri di storia ci sarebbe stata traccia dell’inestimabile lavoro delle donne nei Gruppi di difesa della donna (GDD). Similmente a quello che avviene coi libri, riproponiamo il documento del 6 giugno 1944 che brevemente delinea tutti i compiti svolti dalle donne nei GDD e di conseguenza il loro riconoscimento all’interno del Comitato di Liberazione Nazionale. Si sottolinea non solo l’attività di lavoro ausiliario ma che il lavoro politico (sciopero) e militare, perché

“l’ora che attraversa la ns. Patria è decisiva e le donne d’Italia sono in linea con tutto il popolo italiano nella preparazione dell’insurrezione nazionale”

 

Quello che però sui libri di storia non viene ben spiegato, se non omesso, è che i Gruppi di difesa della donna hanno rappresentato molto di più, e ce lo ricorda Marisa Ombra, staffetta partigiana, donna dell’UDI che ci ha lasciato lo scorso dicembre scrivendo su La bella politica:

 

 …quei gruppi furono la rottura della tradizione e una grande scuola di addestramento alla politica. Aprirono la strada alla presa di coscienza, da parte delle donne, di essere persone. Con proprie capacità di pensare e comunicare, di interrogarsi sui problemi che riguardano il mondo . Fino ad allora la vita per le donne cominciava e finiva dentro casa.

 

Continuiamo a credere nel ruolo fondamentale della donna per una democrazia paritaria che vede donne e uomini uno a fianco dell’altra per la costruzione di un futuro migliore, oggi più che mai.