Un ricordo di Maria Michetti

Tra le partigiane romane merita un ricordo Maria Michetti per la sua Resistenza “di genere”.

 

Nata nel 1922, di famiglia borghese non fascista, dal 1936 è studentessa del Liceo Visconti dove alcuni suoi autorevoli professori, che pure portano il distintivo del partito, sono contrari al regime e contribuiscono alla sua formazione critica.

Maria ha la sua prima, netta presa di coscienza, quando nel 1938 vede scomparire dalla sua classe alcuni compagni ebrei per effetto delle leggi razziali.

Nel 1940 con l’entrata in guerra dell’Italia in lei crescono l’avversione al fascismo e la volontà di fare qualcosa “contro”, che trova uno sbocco nel contatto con alcuni militanti del partito comunista. La diffusione del foglio clandestino de “l’Unità” è la prima attività antifascista di Maria, che la porta poi nei nove mesi dell’occupazione nazista alla partecipazione alla Resistenza, inserita in una delle zone nelle quali Roma è stata divisa dall’organizzazione comunista. La sua comprende Trastevere e vaste zone limitrofe. Maria ha il ruolo di staffetta e tutte le mattine va dall’abitazione di famiglia situata nella remota periferia del Casaletto , zona Portuense , fino al centralissimo Borgo dove il responsabile cittadino del partito ha una base segreta. Maria va a prendere notizie, ordini, che poi deve trasmettere attraverso una serie di appuntamenti con altre ed altri partigiani in vari luoghi della città. L’altro suo compito è quello di fare il “lavoro di massa” tra le donne di Trastevere, in particolare le operaie del tabacchificio di Piazza Mastai, poi di Trionfale, della Magliana per sollecitare forme di opposizione ai nazifascisti.

 

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