
DDL Pillon: appellI | Rassegna Stampa | Comunicato

Appello UDI Bologna
E’ SOTTO ATTACCO IL DIRITTO DI FAMIGLIA IL DDL PREVEDE:
- Totale cancellazione della sapienza del materno, il ruolo e la funzione della madre.
- I figli diventano pacchi da trasferire, senza distinzione di età, ogni 15 giorni, dal genitore 1 al genitore 2.
- I figli perdono il diritto all’assegno di mantenimento.
- I figli perdono l’habitat prevalente.
- La violenza nelle relazioni diventa conflitto.
- Viene cancellato il reato che puniva la violenza economica e la violenza psicologica dovrà essere certificata.
- I medici, i servizi sociali, i mediatori entrano obbligatoriamente nelle separazioni e nei divorzi.
- Separarsi non sarà più un diritto di tutte/i ma solo per ricche/i.
- Si introduce la sindrome di alienazione parentale già dichiarata inesistente sul piano scientifico e giuridico a livello internazionale.
- Se un figlio rifiuta un genitore, indipendentemente dalle cause, sarà colpa dell’altro che verrà sanzionato e allontanato dal figlio.
INSOMMA QUESTO DDL DISTRUGGE LA FAMIGLIA E IL GOVERNO DELLA FAMIGLIA CHE CON TANTE BATTAGLIE ABBIAMO QUI COSTRUITO, IN EQUILIBRIO, ANCHE NEI MOMENTI DI CRISI, CON LA REALTA' SOCIALE E I DIRITTI ASSOLUTI E PERSONALI DEI SUOI COMPONENTI .
E' UN CAMBIAMENTO CHE CI FA ARRETRARE, DISANCORATO DALLA REALTA' DEL VIVERE DI DONNE, UOMINI E BAMBINI.
MINA ANCHE I PRINCIPI DELL'AFFIDAMENTO CONDIVISO E DELLA BIGENITORIALITA' IN SEDE SEPARATIVA DEI GENITORI VISTI COME SOLDATINI INCAPACI DI AUTONOMIA DECISIONALE , SVILENDO IL VALORE DELLE DIFFERENZE DI GENERE.
A VOI GIUNGA IL NOSTRO APPELLO DI INFORMAZIONE E MOBILITAZIONE:
LA RIFORMA DEL DIRITTO DI FAMIGLIA NON SI TOCCA
Il Ricciocorno Schiattoso | Il silenzio assordante del senatore Pillon
Recentemente il senatore Simone Pillon ha diffuso tramite facebook un video nel quale commenta il disegno di legge 735 sull’affido condiviso.
In un’ora e 11 minuti il senatore affronta diversi argomenti, la mediazione obbligatoria, il mantenimento diretto, l’assegnazione della casa coniugale… L’unico tema del tutto assente dalla sua elencazione delle problematiche che affligono i separandi e la loro prole è la violenza domestica, mentre l’unica forma di abuso sui bambini che il senatore ritiene tanto diffusa da essere rilevante quando si parla di controversie sull’affido è l’alienazione genitoriale.
Eppure la violenza compare fra i primi posti quando si parla delle cause di separazione e divorzio.
Dall’alto della sua personale (e quindi del tutto insignificante) esperienza di legale e mediatore familiare, il senatore ci fornisce una descrizione della coppia che scoppia che narra di persone immature “che si prendono a bambinate“, quindi bisognose di soggetti competenti “che si prendano cura della coppia genitoriale“, al fine di “restituire responsabilità ai genitori, affinché ritrovino la capacità di decidere insieme“.
Le persone “conflittuali”, quelle incapaci di raggiungere autonomamente un accordo per la custodia dei figli che risponda al superiore interesse del minore, sarebbero dei bambini incapaci, nei confronti dei quali le istituzioni hanno il dovere di intraprendere un’opera di rieducazione, al fine di condurli ad accettare (a pagamento) quella che è al di fuori di ogni ragionevole dubbio la migliore soluzione possibile.
Il Ricciocorno Schiattoso | Le donne rischiano di perdere la custodia dei figli quando i tribunali credono ai partner abusanti
I ricercatori hanno scoperto che gli stereotipi di genere e i pregiudizi dannosi nei confronti delle sopravvissute agli abusi domestici e nei confronti delle madri stanno mettendo a rischio la loro e quella dei loro figli.
Sophia pensava che una volta che avesse chiesto al suo partner violento di andarsene, la vita sarebbe migliorata per lei e per i suoi bambini.
Invece, ci ha spiegato, questi ha continuato ad esercitare un controllo sulla sua persona, l’ha accusata di negligenza verso i suoi bambini, l’ha trascinata in giudizio per ottenere la custodia ed alla fine è riuscito a convincere il tribunale familiare a schierarsi al suo fianco.
Maddalena Robustelli su Noi Donne | Un programma della Rai non si trasformi in una impropria Aula di Tribunale
Per ben due giorni consecutivi la televisione di Stato ha avuto modo di rendere palese quanto l’informazione tenuta ad offrire, ai sensi del ruolo di emittente pubblica rivestito, potrebbe considerarsi parziale. Per di più tale sbilanciamento riguarderebbe la stessa trasmissione, ossia La vita in diretta, nelle sue due puntate del 6 settembre e del giorno successivo. Nella prima si è assistito durante un servizio televisivo alla narrazione delle tesi difensive del presunto violentatore di una turista straniera diciasettenne avvenuto a Menaggio lo scorso mese d’agosto.
Chiara Brusini su Il Fatto Quotidiano | Affido condiviso, il ddl dell’organizzatore dei Family day: ‘Basta assegno mantenimento. Chi resta in casa paghi affitto’
Per il senatore leghista Simone Pillon “non si fanno né gli interessi della madre né quelli del padre” perché rimane il principio che “il genitore che guadagnerà di più contribuirà di più”. Ma il disegno di legge sulla riforma dell’avviso condiviso di cui è primo firmatario – insieme a lui lo hanno sottoscritto tre colleghi del Carroccio e cinque senatori del Movimento 5 Stelle – non convince esperti di diritto di famiglia e associazioni per la tutela dei figli di genitori separati. Nel mirino sia l’automatismo per cui i bambini dovrebbero trascorrere metà del tempo con il padre e metà con la madre e avere quindi due case sia il colpo di spugna sull’assegno di mantenimento in favore del “mantenimento diretto”, nonostante in Italia più di metà delle donne non abbia un’occupazione. Per non parlare del fatto che chi mantiene la residenza nella casa familiare – ora assegnata quasi sempre alle madri “tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli” – debba versare all’altro, se ne è proprietario, un canone di affitto.
Dire | Famiglia, Towandadem a Governo: “Fermare norma su affido condiviso”
Ritirare la proposta di legge sull’affido condiviso. E’ la richiesta che TowandaDem, l’associazione di oltre 1000 donne impegnate nelle istituzioni e nella rifondazione del Partito Democratico, invia per lettera alle donne del governo e della maggioranza M5s-Lega. “Vi chiediamo di impegnarvi insieme a noi e a tante altre associazioni che vi stanno scrivendo, per il ritiro della proposta di legge del Senatore Pillon su “Nuove norme in materia di affido condiviso” incardinata in Commissione Giustizia. E’ una legge che stravolge il diritto di famigliavigente del nostro Paese, riconosciuto tra le legislazioni più avanzate in Europa, frutto delle lotte di emancipazione delle donne”, scrivono nella missiva inviata a ministre, sottosegretarie e parlamentari.
Flavia Perina su Linkiesta | Ecco perché la riforma del diritto di famiglia è una follia senza senso
Il poveruomo italiano sopravvissuto alle streghe del MeToo è ora pronto ad un’altra e ben più impegnativa battaglia, cioè quella di rimettere a posto le sue ex - quelle che ha sposato si intende, le altre non fanno testo – e le loro pretese predatrici su figli, soldi, case. Sui social si festeggia il disegno di legge del senatore Simone Pillon, co-firmato da Cinque Stelle e Lega e presentato ieri al Senato dove ha iniziato il suo iter in Commissione Giustizia.
Linda Laura Sabbadini su La Stampa | Bimbi vittime di una proposta che uccide la genitorialità
Si usano belle parole, parità, diritti del minore, ma si elimina l’assegno di mantenimento dei figli. Ogni genitore dovrà contribuire mantenendo il figlio nel periodo che gli spetta. Il minore dovrà dividersi per un numero di giorni stabilito per legge, a metà tra la casa della mamma e del papà. Parità? No, il bambino avrà più agi quando sarà a casa del genitore con più reddito e tirerà la cinghia quando vivrà con l’altro. E chi è l’altro? Più la madre, che può aver lasciato il lavoro, essere passata al part time, per i figli.
LetteraDonna | Le reazioni delle deputate donne al Ddl Pillon (Paola Boldrini, Mara Carfagna, Monica Cirinnà, Lucia Annibali, Francesca Puglisi)
Sul discusso disegno di legge per l'affido condiviso il Movimento 5 stelle ci ha ripensato e ha imposto all'alleato leghista Simone Pillon - principale firmatario - una pausa di riflessione. «Su alcuni punti del ddl non c'é una visione univoca tra noi e la Lega», hanno spiegato i pentastellati al Senato. E dal capogruppo Stefano Patuanelli è arrivato lo stop al provvedimento targato Lega-M5s, contestato da opposizione e da associazioni antiviolenza.
Milleunadonna | Pillon: “figli divisi fra due case? È il male minore. Vorrei incentivi a chi non divorzia”. Ma è polemica (Julia Unterberger, Francesco Maria Giro)
Stop all’assegno di mantenimento per i figli che invece saranno divisi fra casa di mamma e papà dove, ognuno dei due provvederà al loro sostentamento in base alle proprie disponibilità economiche. Questo uno dei capisaldi del ddl il cui primo firmatario è il senatore leghista Simone Pillon.
Femministerie | Ddl Pillon: più che una riforma, un contrattacco
Un assaggio della “famiglia illiberale”, quella per capirci che hanno in testa i sovranisti al governo, si aggira per le stanze del Senato. Si tratta del disegno di legge del senatore Pillon “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità”.
Sono molti i motivi per opporsi decisamente e non prenderlo sottogamba. Dietro un finto e astratto egualitarismo si nasconde un’impostazione classista e sessista. Nella relazione che accompagna il testo depositato in Commissione Giustizia si fa riferimento all’Europa e ai dati sulle separazioni negli altri paesi, dove l’affido condiviso è più diffuso che in Italia, ma mai si dice che siamo il paese in cui vi è la più rigida divisione sessuale del lavoro domestico e di cura. I maschi italiani sono infatti gli europei che dedicano meno ore a tali occupazioni.
UDI Napoli | La sfida
Il 22 settembre verrà presentata a Napoli “La sfida della genitorialità condivisa” dell’Associazione MdM “per l’uguaglianza tra genitori”. L’evento è patrocinato dal Comune di Napoli
Fuori dalla ridondanza dei termini successivi, la parola rispondente al significato dell’evento è SFIDA. Una sfida alle donne, a quanto possa essere ulteriormente la loro inferiorità retributiva, una sfida alle loro conquiste già messe in discussione dalla ricaduta della vigente legge sull'affido condiviso. L’iniziativa è naturalmente dettata dalla presentazione in parlamento del decreto Pillon.
Ci chiediamo perché il Comune di Napoli abbia voluto offrire la sua sede più prestigiosa, la sala dei Baroni nel Maschio Angioino (Castel Nuovo), difficilmente concessa in più occasioni, per la presentazione, in sostanza, di un decreto che si annuncia deleterio soprattutto per i richiami alla PAS, la teoria riconosciuta infondata dalle più autorevoli sedi scientifiche mondiali. Infatti attraverso il fattuale riconoscimento di questo principio antiscientifico si intimidiscono le donne che sporgono denuncia per le violenze subite in famiglia: sarebbero loro a mettere i figli contro il padre solo per aver denunciato violenze o molestie verso la prole.
La stesura del decreto Pillon “sulla bigenitorialità perfetta” suscita più d’una perplessità per i contenuti apertamente contrastanti con la legislazione vigente in Italia. È l’espressione muscolare delle lobbies maschili che non accettano le conclusioni del giudice, in sede processuale, sull'affido dei figli e il riconoscimento dell’assegno per il loro mantenimento.
