
Comunicato detenute/i NOTAV

Denunciamo le dure condanne e le dure condizioni detentive che sono state applicate a Dana Lauriola, Nicoletta Dosio, Fabiola De Costanzo, Stella Gentile e tante altre donne e uomini del movimento NOTAV della Val di Susa per avere bloccato pacificamente nel 2012 un casello autostradale per circa 15 minuti, permettendo che le auto passassero senza pagare il pedaggio.
Per Dana, incensurata, sono state rifiutate perfino le misure alternative, pur essendocene in astratto le condizioni.
La decisione del Tribunale di Sorveglianza è stata definita dall'Associazione Nazionale Giuristi Democratici "inaccettabile e inspiegabile". Sulla base delle motivazioni del provvedimento, l'Associazione dichiara che "ciò che fa ritenere Dana pericolosa socialmente, al punto di doverla costringere a scontare in carcere la pena, pur essendo incensurata prima di questa condanna, è il fatto di non aver abdicato ai suoi ideali e di aver scelto come luogo di residenza proprio quella Valle ritenuta in sé pericolosa per il movimento che ospita ormai da 30 anni".
Oltre alle condanne particolarmente aspre, Dana e le altre detenute hanno denunciato: gravi carenze strutturali e igieniche all’interno della casa circondariale; assenso totale di un percorso di sostegno alle donne vittima di violenza; dotazione a tutte le detenute in ingresso e già presenti in carcere di un regolamento penitenziario; miglioramento del vitto quotidiano; rimozione delle griglie strette oltre le sbarre delle finestre; acqua calda in cella.
Allo stesso modo, clamoroso ed eclatante è il caso di Maria Edgarda "Eddi" Marcucci, l’italiana attivista NOTAV che ha anche combattuto in Siria contro i jihadisti, e per la quale fino al marzo 2022 è stata confermata la sorveglianza speciale: non potrà partecipare a riunioni pubbliche, rientrare a casa dopo le 21, uscirne prima delle 7 (indipendentemente dalle misure anti Covid), avvicinarsi a locali pubblici dopo le 18 ed altro ancora. Anche lei, incensurata, è stata destinataria di un provvedimento particolarmente aspro in quanto ritenuta soggetto pericoloso, nonostante le azioni di protesta compiute in Italia siano state del tutto pacifiche.
Da mesi, ogni giovedì, si riunisce il gruppo "mamme in piazza per la libertà di dissenso" di fronte al carcere Le vallette di Torino per protestare nei confronti delle condanne “esemplari” subite dalle loro figlie e figli, condanne che appaiono quasi un monito per chiunque voglia manifestare liberamente il proprio dissenso.
Noi donne dell’UDI, che abbiamo lottato e lottiamo ancora per affermare e preservare la dignità e la libertà delle donne, esprimiamo la nostra vicinanza e piena solidarietà alle Mamme in piazza per la libertà del dissenso, e ci mobiliteremo per iniziative che possano informare l'opinione pubblica su quanto avvenuto e sollecitare l'attenzione degli organi competenti per ripristinare una giustizia giusta.