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I NOSTRI EVENTI 

Intervista a Sediqa Moshtaq

Intervista a Sediqa Moshtaq, attivista dell’Afghanistan Women’s Political Participation Network, sulla condizione drammatica delle donne afghane.  ​Da Il paese delle donne online  Sul canale YouTube dell’associazione Il Paese delle Donne Maria Rosaria De Rosa ha intervistato Sediqa Moshtaq, attivista afghana per i diritti delle donne. Fa parte dell’Afghanistan Women’s Political Participation Network. Insieme ad altre 70 persone, è riuscita a sfuggire alle vendette dei talebani e è stata accolta in Italia dalla Rete Umanitaria della società civile, fondata dalla giornalista del Tg1 Maria Grazia Mazzola. Fanno parte della Rete Umanitaria: l’Unione Donne in Italia, i Salesiani per il Sociale di Don Francesco Preite, le Chiese cristiane evangeliche Battiste, la cooperativa ‘Una Città non basta’ e l’”Associazione Federico nel cuore”.  Nell’intervista, Sediqa Moshtaq racconta la propria esperienza e spiega in che modo, dopo la caduta di Kabul, le donne afghane sono cadute “in un pozzo oscuro”.  “Tutte le loro libertà – spiega Sediqa – sono state annullate dai talebani”. Lo scorso 6 dicembre, a Roma, nella sede del Parlamento europeo, con una  sono state raccontate le storie delle donne salvate con i loro bambini e accolte in Italia nel corso di un anno.                      

Lettera alla premier Giorgia Meloni

Gentile Presidente del ConsiglioOn. Giorgia MeloniPalazzo Chigi Roma   Forza, tenacia, coraggio: assistiamo ammirate e inorridite alla ribellione delle ragazze che in Iran trascinano in piazza una nuova generazione di donne e uomini, inerme di fronte alla brutale repressione del regime fondamentalista e liberticida. Donne vita libertà sono parole che ci riguardano, che ci chiamano in causa, che si dichiarano anche per noi.Sono i pilastri delle democrazie in cui si è fatta strada la voce delle donne che affermano una nuova umanità.Non è accettabile lo scempio di vite umane a cui assistiamo impotenti. La pacifica rivoluzione delle donne è mondiale e non si può fermare.La libertà di cui godiamo ci impone domande ineludibili. Chi arma la mano degli assassini?Dove si producono armi e proiettili che sfigurano donne e uomini sparando sulle manifestazioni?Quante persone con certezza d’impunità sono coinvolte nel lavoro alla catena dimorte che in Iran, come ovunque nel mondo, uccide? Quali accordi rendono silenziosi i governi democratici?Quali traffici imbrigliano la nostra economia nel sostegno a un regime che usa la condanna a morte per i reati che noi mettiamo a fondamento della democrazia? Quale cultura politica ci rinchiude nella complicità?Quali azioni della società civile possono smuovere i nostri governi?Quali decisioni possono fermare la libera circolazione del denaro che autorizza gli assassini e i carcerieri?Quali azioni di boicottaggio del regime iraniano possiamo condividere? Chi vuole portare il peso dei crimini che non fermeranno la storia? Egregia On. PRESIDENTE GIORGIA MELONI Le nostre non sono domande retoriche e sappiamo che non è in suo potere rispondere a tutte, ma le inviamo a lei per quanto può agire come massima autorità del Governo che presiede.L’UDI – Unione Donne in Italia – condivide appieno la Risoluzione del Parlamento europeo n. 2849 del 6 ottobre 2022 insieme alla condanna esplicita delle Nazioni Unite del crescente livello di violenza che lo Stato islamico dell’Iran attua e perpetua nei confronti delle iraniane e degli iraniani, in aperta violazione dei più elementari diritti umani. Il Parlamento europeo, nella citata Risoluzione, sollecita gli Stati membri, e non solo, ad avviare azioni per la cessazione immediata della violenta repressione delle proteste e la liberazione incondizionata di tutte le persone arrestate.Lei presiede il Governo di uno Stato membro e noi siamo cittadine del paese che sta governando, un paese fondato sulla democrazia che altre donne e uomini hanno costruito anche per noi, una democrazia che vive nel rapporto costante tra le istituzioni e le espressioni della società civile e che oggi ci consente di rivolgerci a lei con fiducia. Noi non possiamo tacere: siamo un’associazione che si occupa da sempre della cittadinanza delle donne affrontando le violenze e le discriminazioni ovunque si presentino e lo facciamo esercitando prima di tutto la nostra cittadinanza, che oggi ci porta a chiedere il Suo intervento. Le chiediamo di fare tutto quanto è in suo potere e di assumere iniziative in linea con le sollecitazioni della risoluzione del Parlamento Europeo e delle Nazioni Unite. per mettere fine alle drammatiche condizioni a cui è sottoposta la popolazione iraniana in lotta per i propri diritti. In attesa di una risposta le inviamo cordiali saluti. Responsabili nazionali Vittoria Tola         Liviana Zagagnoni Roma, 21 dicembre 2022    

Mostra OLTRE DAFNE FERMARE APOLLO​

Bergamo  11-19 novembre 2022La Mostra Oltre Dafne fermare Apollo a Bergamo è stata organizzata da otto associazioni:Aiuto Donna-Uscire dalla violenza,Donne per Bergamo, Bergamo per le donne,Unione Donne in Italia ‘Velia Sacchi’,Casa delle donne di Treviglio,Associazione Italiana Educazione Demografica,Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Comitato Provinciale di BergamoIstituto Bergamasco per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea,Fondazione Serughetti La Portain collaborazione con la Provincia di Bergamo,in collaborazione con il Comune di Bergamoe con il contributo del Consiglio delle donne di Bergamo,con il supporto per la guardiania a cura della Rete delle Banche del tempo della LombardiaL’inaugurazione, venerdì 11 novembre alle ore 17, aperta dalla musica del quartetto di fiati delle allieve del Conservatorio di Bergamo, ha visto una grande partecipazione di pubblico, continuata con presenze crescenti fino alla chiusura di sabato 19.Per accogliere le 31 classi e i 7 gruppi di associazioni che hanno prenotato la visita guidata abbiamo dovuto prolungare l’orario del mattino e, ciò nonostante, abbiamo dovuto respingere alcune prenotazioni.Le classi sono arrivate sia dalla città che dalla provincia con autobus organizzati dalla scuola di appartenenza.Studenti e insegnanti hanno ascoltato con grande interesse scoprendo una storia quasi del tutto sconosciuta.Con la mostra abbiamo rilanciato il concorso, per la provincia di Bergamo, e la premiazione dei lavori sarà il prossimo 8 marzo.Molte adulte e adulti hanno ripercorso, con partecipazione e qualche nostalgia, la strada dei diritti conquistati in settant’anni di lotte: il racconto storico è stato occasione preziosa di incontro.           Tra scuole, associazioni e visite libere abbiamo avuto più di mille presenze in 8 giorni.Si è trattato del buon esito di un grande lavoro di coordinamento al quale hanno partecipato le donne delle associazioni e delle istituzioni. La parte organizzativa è stata seguita da Maddalena Cattaneo, vicepresidente dell’associazione DonneperBergamo e del Consiglio delle donne.La parte amministrativa è stata seguita dalla tesoriera di DonneperBergamo e, grazie all’assessora del Comune Marzia Marchesi, alla consigliera provinciale Romina Russo e all’autotassazione di tutte le associazioni, la spesa è stata interamente coperta. Le donne di AIED hanno seguito la parte relativa alla comunicazione.Oltre all’informazione delle due testate bergamasche, della provincia e del comune, come potete vedere dai link, è stato fatto un lavoro di diffusione capillare da Aiuto Donna, che ha una rete di 5 centri antiviolenza, dalla Fondazione Serughetti-La Porta e dall’Istituto bergamasco per la storia della resistenza e dell’età contemporanea, che ha accompagnato la mostra con alcuni post utilizzando i materiali dell’archivio Udi depositato.Come potete immaginare si è trattato di un lavoro di delicata tessitura politica intorno alla storia dell’UDI, inizialmente non scontato, anche per la mia oggettiva distanza dalla città che non rende agevole essere presente.Ho comunque garantito la mia presenza per tutta la durata della mostra e potete capire il motivo per il quale non sono riuscita a inviare subito una relazione e la documentazione.Comunque, è stata una bella esperienza.Rosangela Pesenti           ​

DELLE DONNE CHE RICORRONO ALLA IVG​

(dalla newsletter AOGOI) Chi sono le donne che ricorrono all’IVG? Cosa le ha condotte a questo passo doloroso? Come si sentono quando si siedono davanti a noi? Quali sono le loro aspettative? Vorremmo conoscere le risposte a queste domande per essere in grado di offrire loro la soluzione più adeguata e possibilmente per fare in modo che questa esperienza dolorosa non si ripeta in futuro. PremessaL’analisi delle caratteristiche delle donne che fanno ricorso all’aborto volontario aiuta ad approfondire la conoscenza del fenomeno, con l’obiettivo di promuoverne la prevenzione.Dalla Relazione annuale al Parlamento sulla IVG, emerge che nel 2020, il ricorso all’IVG è diminuito in tutte le classi di età, specie tra le giovanissime. I tassi più elevati riguardano le donne di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Anche la percentuale di IVG effettuate da donne con precedente esperienza abortiva continua a diminuire e nel 2020 è risultata pari al 24,5%, tra i valori più bassi a livello internazionale. È auspicabile che questo trend sia riconducibile ad un maggiore e più efficace ricorso ai metodi per la procreazione consapevole, ma potrebbe anche essere dovuto ad un maggiore ricorso alla contraccezione di emergenza.Le IVG tra le donne straniere, dopo una progressiva stabilizzazione, risultano in leggera diminuzione, in analogia a quanto osservato nei decenni precedenti tra le donne italiane. Nel 2020, sono state il 28,5% di tutte le IVG, mantenendo, per tutte le classi di età, tassi di abortività di circa 2-3 volte più elevati rispetto a quelli delle italiane.Purtroppo la Relazione Ministeriale non fa emergere, pubblicando i dati chiusi e aggregati per Regione, il dettaglio territoriale, che permette di capire dove manca il servizio che possa garantire il diritto all’IVG. Differenze tra regioni: al Sud le donne fanno meno ricorso all’aborto farmacologicoSi riscontrano importanti differenze geografiche riguardo l’accesso all’aborto farmacologico, che ha visto una crescita sostanziale da settembre 2020 (42% del totale nell’ultimo trimestre 2020 contro il 29% del primo trimestre), dopo la pubblicazione della Circolare di aggiornamento delle Linee di indirizzo sulla IVG con Mifepristone e prostaglandine. Le donne nubili (o single) sono più propense ad interrompere la gravidanza rispetto alle donne con una relazione stabileLa scelta di interrompere una gravidanza presenta importanti differenze in base al contesto relazionale e familiare.  Una donna coniugata, con un partner stabile o una famiglia su cui può fare affidamento, ha in genere un controllo maggiore della propria fecondità e la stabilità affettiva può indurla a proseguire anche una gravidanza inattesa, mentre per una donna single, una gravidanza può essere molto più problematica da gestire. La decisione finale spetta sempre alla donna, ma la scelta ha un peso diverso se può essere condivisa con il marito/compagno, o un familiare. Scolarità e stato socio-economico  I dati ISTAT evidenziano come vi sia una correlazione tra una bassa scolarità e un basso reddito, o disoccupazione, e il ricorso alla IVG. Queste caratteristiche sono più evidenti nelle donne straniere, specie se molto giovani e non in possesso di regolare permesso di soggiorno. Considerazioni conclusiveL’interpretazione di questi dati non è semplice né scontata. Tassi più bassi di IVG potrebbero non essere necessariamente un dato positivo. Può significare che poche donne si sentono supportate in questa scelta, in famiglia o nella propria cerchia sociale; molte incontrano difficoltà nell’accesso ad una struttura sanitaria, oppure non sono state adeguatamente informate, o non hanno compreso chiaramente la differenza tra IVG chirurgica, IVG farmacologica e contraccezione di emergenza.Di contro, anche il ricorso alla IVG potrebbe non essere sempre l’affermazione consapevole di un diritto, ma il risultato di una condizione di fragilità, dovuta ad esempio ad una precaria situazione economica, sociale, o relazionale, che non lascia spazio ad alternative.Dovremmo quindi domandarci, al di là del dato numerico complessivo, se qualcosa è mancato, sia alle donne che hanno scelto l’IVG, sia a quelle che non l’hanno scelta: ad esempio un ascolto empatico non giudicante, un counselling adeguato all’età, al contesto socio-culturale, all’etnia. Ci auguriamo in futuro che il trend del ricorso alla IVG si confermi in calo, ma che sia sempre espressione di una scelta consapevole, possibilmente nella condivisione delle motivazioni e dei timori che la stessa comporta.  Fontiepicentro.iss.itISTAT report dicembre 2014Relazione del ministro della salute sulla attuazione della legge contenente norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza (legge 194/78)sanita24.ilsole24ore.com     

Mani legate insieme

Comunicato Stampa   A RomaLE DONNE DELLA RETE FEMMINISTA “AFGHANISTAN WOMEN’S POLITICAL PARTECIPATION NETWORK”IN SALVO IN ITALIA GRAZIE ALLA RETE UMANITARIA DELLA SOCIETA’ CIVILE   CONFERENZA STAMPA – 6 dicembre alle 10.00SALA DELLE BANDIEREParlamento europeo sede di Roma - Via IV Novembre 149  “La comunità internazionale deve riconoscere ciò che è accaduto alle donne in Afghanistan: apartheid di genere!” E’ la denuncia di Batool Haidari, psicologa della rete femminista Afghanistan Women’s Political Participation Network, messe in salvo in Italia con la Rete umanitaria della società civile fondata dalla giornalista del TG1 Maria Grazia Mazzola. Testimonianze e denunce alla conferenza stampa a Roma, il 6 dicembre alle 10 presso la sede del Parlamento europeo, - Sala delle Bandiere - via IV Novembre 149, alla presenza del Presidente Carlo Corazza. Con la partecipazione della Presidente della Stampa Estera Esma CakirPresenti gli Ambasciatori che operarono a Kabul. “I Talebani hanno condannato le donne dell’Afghanistan alla violenza, allo sfruttamento e alla povertà perché escluse da ogni diritto e dall’istruzione!” incalza un’altra delle donne, Nesa Mohammadi, dottoressa ostetrica.Parlano le donne messe in salvo con le loro famiglie dalla Rete Umanitaria, con i Salesiani per il Sociale di don Francesco Preite, che hanno accolto il numero più alto di profughi, con le Chiese Cristiane Evangeliche Battiste con la FCEI, con i Pastori Giuseppe Miglio e Ivano De Gasperis, la Pastora Antonella Scuderi, con l'accoglienza della cooperativa ‘Una Città non basta’ di Maria Rosaria Calderone e Gianni Caucci,  con l’Unione Donne in Italia Responsabili Vittoria Tola e Giulia Potenza, con l'Associazione Federico nel cuore, di Antonella Penati. Una testimonianza di come il bene possa essere contagioso quando tante mani si legano insieme: unità nella diversità per i vulnerabili.“I Talebani sono killer criminali responsabili degli omicidi di bambini, giovani e donne dell’Afghanistan. Noi non negoziamo con i criminali!” denuncia Razia Ehsani Sadat, giornalista di punta dell’AWPPN. Sediqa Moshtaq, membro dell’ex Camera del Commercio nazionale delle donne afghane, accusa: “Le donne in Afghanistan sono tenute prigioniere in un luogo pietrificato, private della loro identità di genere e dei diritti!”. Il 30 agosto 2021 queste donne hanno scritto all’inviata speciale del TG1 un appello disperato: “Salvaci dalla morte, vendetta certa dei Talebani”. Costrette a nascondersi in sotterranei per mesi e mesi con le loro bambine per non cadere nelle mani dei terroristi talebani. Settanta Profughi sono stati recuperati in un anno dalla Rete Umanitaria della società civile, grazie al sostegno dei Ministeri dell’Interno e degli Esteri. Il Gruppo Abele di Don Luigi Ciotti in questi giorni ha accolto altri 7 afghani, una famiglia braccata col bimbo malato di cuore, arrivati pochi giorni fa coi corridoi umanitari di Sant’Egidio, un salvataggio in extremis. Una testimonianza di quanto possa essere potente il contagio del bene collettivo. Tutti i giornalisti sono invitati a partecipare. Per accredito scrivere a silvamaversa@gmail.com ​

Il 25 novembre delle UDI

UDI Reggio Calabria VIOLENZA SESSISTA SENZA CONFINI25 novembre 2022Care tutte, queste la nostre iniziative per il 25 :La mattina saremo all'Istituto Fermi Boccioni in un incontro con le ragazze ed i ragazzi.Dedichiamo quest'anno Il nostro pensiero e la nostra solidarietà oltre i confini, alle giovani donne iraniane, protagoniste di una vera e propria rivoluzione pacifica, massacrate da un regime misogino, teocratico e antidemocratico. Per conoscerle meglio ed ascoltare la loro voce proietteremo a Samarcanda in via Cuzzocrea 11 il docufilm “Be my Voice” di Nahid Persson, sulla storia dell’attivista iraniana in esilio Masih Alinejad. Il Docufilm, uscito nelle sale a marzo 2022 , non è stato mai proiettato a Reggio Calabria. Come scrive Monica Lanfranco, su Micromega si tratta di un documento crudamente e liricamente indispensabile per riflettere sui costi individuali del prendere posizione contro l’odio misogino del fondamentalismo, sulla fatica sovrumana dell’essere scintilla, sull’assunzione di responsabilità che, sempre, reca consenso ma anche isolamento e cancellazione. “Non voglio cambiare tutto il mondo, vorrei cambiare solo il mondo intorno a me” dice Masih Alinejad. Che, appunto, è l’unico modo di fare una rivoluzione nonviolenta. INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI UDI La Goccia per il 25 novembre e il 28 novembre saremo presenti come UDI Romana LA Goccia su un territorio che già ci ha visto insieme in una bella iniziativa su Mimose in fuga.Di seguito tutte le info sul fitto programma  presso il VII municipio #25 NOVEMBRE INSIEME per dire NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE.Un viaggio che ci porterà ad affrontare la violenza sulle donne sotto ogni sua forma, attraverso l'arte, i pensieri e le parole che ha visto coinvolte e impegnate realtà del territorio Municipio VII. Ad introdurre il progetto un video girato ed ideato da Valentina Valenti.Ogni giorno, sulla nostra pagina saremo accompagnati dal gruppo POETANZA, attraverso poesie e brani ,dedicati alle donne.Quattro giornate Presso i locali dell'ass. Consorzio GTM2  VIA GASPERINA  254,dove si svolgeranno due CORSI GRATUITI base di AUTODIFESA,offerti dal maestro Riccardo Di Vito dell'associazione A.S.D. HKB. In ricordo delle vittime di femminicidio mettendo a dimora ,nei giardini del consorzio GTM2, un giovane albero, donato dall'associazione Alberi in Periferia insieme alle realtà territoriali.( Poetanza, uUDI Romana La goccia, CdG Raffaello,ass GTM2,a.s.d HKB, Casa di semiautonomia ,ecc.. Due dirette con gli psicologi  Michaela Sbarra , Ilario Pisanu e Francesca Esposito "IL CORAGGIO DI AMARTI"riconoscere l'amore tossico e le dipendenze affettive nella coppia . A concludere questo percorso , video di Tiziana Colusso autrice dell'opera teatrale "IL PRECIPIZIO" "Teatro delle voci per Donatella e Rosaria" ricordando il massacro del Circeo.In fine "VOCI ALLE ISTITUZIONI " il municipio VII raccolta i servizi e le attività per aiutare le donne del territorio.  Inoltre ogni giorno  sulla pagina facebook verrà pubblicata una poesia scritta e interpretata dai vari poeti del gruppo Poetanza.      UDI Donne di Oggi Cernusco e Martesana      ​UDI Bologna Si inaugura il 14 novembre, alle ore 17, la mostra documentaria organizzata dalla Rete Archivi del Presente.   Otto sono le donne che, con pazienza e determinazione, hanno messo in moto processi comunitari, all'interno di progetti che integrano tutti gli elementi della comunità, senza nessuna distinzione di sesso, etnia, abilità o religione.   L'esposizione è a cura di Sabina Parmeggiani e Yulia Gladkaya. Coreografie di Ornella Verde.L’esposizione rimarrà aperta dal 20 novembre al 4 dicembre con i seguenti orari:- Mercoledì-sabato: ore 16-19- Mercoledì e sabato: 10-12 e 16-19    Le associazioni CIF – Centro Italiano Femminile – e UDI – Unione Donne in Italia – promotrici del Premio Tina Anselmi hanno il piacere di invitarla all’evento “Donne insieme tra arte e vita” dedicato a tutte le donne in questa significativa giornata che vede protagoniste il Coro Femminile del Teatro Comunale di Bologna diretto dal maestro Gea Garatti Ansini e l’attrice Donatella Allegro.   Studentesse e studenti delle quattro classi III della scuola secondaria di primo grado di Sasso Marconi presenteranno testi, immagini, video, musiche, brevi dialoghi sul tema della libertà delle donne.   Il film "Detenute fuori dall'ombra" è il prodotto, insieme al libro, di un progetto che UDI ha condotto negli anni 2018-20 alla sezione femminile del carcere di Bologna. Questo filmato, in programmazione il 25 novembre a Sasso Marconi, vuole documentare l’impegno delle volontarie e delle detenute che insieme hanno vissuto un percorso di emancipazione e liberazione dalla loro condizione di separazione e allontanamento dalla società civile. Laboratori dedicati alla scrittura, alle tematiche del lavoro dentro e fuori dal carcere, alla conoscenza e acquisizione dei diritti della persona e alla indagine sulla propria identità di donne, hanno permesso a queste invisibili di costruire un ponte con l’esterno e vivere in modo consapevole questo loro tempo sospeso.   Reading teatrale e recitato con musica dal vivo con Maria Genovese, Fabrizia Lotta e Leonida Fava.   Il comune di Crevalcore ha una superficie molto estesa, per questo le/gli abitanti delle frazioni sono penalizzati sotto vari aspetti. Come gruppo UDI di Crevalcore, grazie alle buone relazioni stabilite, abbiamo scelto di collaborare con la comunità della frazione di Palata Pepoli, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne.Dal lavoro comune è nato un progetto aperto a tutte le donne che vorranno partecipare e che ha già avuto l'adesione della Casa protetta “S. Pertini” e del Centro diurno per anziani “E.G. Cavallini” e il patrocinio del Comune di Crevalcore. Il volantino illustra la prima fase.Seguiranno altre comunicazioni.   Udi Persiceto per la Giornata Internazionale contro la violenza alle donneUdi Persiceto, in collaborazione con il Comune, la Biblioteca, il Gruppo A.M.A. Mai Più, Amnesty International, Mondo Donna, sta programmando le seguenti iniziative in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza alle donne:  1. mostra fotografica "Vita interiore tra violenza e rinascita"dal 14 al 31 novembreall'interno della Scuola Archimede2. Parole e Musica: letture sul tema della violenza con accompagnamento musicale25 novembre, ore 21presso la Sala dell'Affresco Un percorso nel vissuto interiore della donna vittima di violenza attraverso fotografie e testimonianze delle donne del Gruppo A.M.A. Mai PiùInterverranno Erika Ferranti (sindaca di Bentivoglio) e Simona Lembi (Città Metropolitana).      1-30 novembreBiblioteca ComunaleMostra bibliografica e filmografica “Mai più sole” 26 novembre, ore 11Giardino Donatori di Vita, via TrombelliInaugurazione della Panchina Rossa contro la violenza sulle donne 7 dicembre, ore 18Palata Pepoli, parco adiacente la Chiesa S. Giovanni BattistaEsposizione di “Rosse di Vita”, opera collettiva contro la violenzaA seguire “Aperialbero”, accensione dell’albero di Natale e aperitivo.   In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne il circolo UDI di Sant’Agata Bolognese propone la proiezione del docufilm “Detenute fuori dall’ombra” realizzato da un progetto di UDI Bologna. L’evento avrà luogo il giorno 27 novembre alle ore 17:00 presso la sala Teresa Mattei in via Benedetto XIV, 33 a Sant’Agata Bolognese.Saranno presenti: Alba Piolanti (coordinatrice del progetto) e Giuseppina Martelli (collaboratrice del progetto).Con l'occasione si informa anche che finalmente sono ripresi i laboratori UDI all'interno del carcere Dozza con viva soddisfazione delle detenute.   UDI Genova Con grande piacere informiamo che per il secondo anno consecutivo in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la nostra Associazione UDI è stata invitata dalla Fondazione Palazzo Ducale a tenere un evento pubblico.  Il focus che abbiamo scelto quest'anno è la violenza di genere e l'odio nella comunicazione. Pertanto, per l'intera giornata di Mercoledì 23 Novembre 2022, presso la Sala del Munizioniere (Palazzo Ducale), si terrà "Audizioni 02: libere parole di donne contro la violenza". Dalle ore 9.00 alle ore 18.00 si seguiranno laboratori rivolte alle scuole, dibattiti, una tavola rotonda, un workshop teatrale e molte altre attività interattive ed esposizioni artistiche. Numerose le ospiti, genovesi e non solo! Per scoprirle meglio nel dettaglio alleghiamo la locandina dell'evento.    UDI Ravenna      UDI Ferrara           UDI Modena In occasione del 25 novembre-Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: - Venerdì 18 novembre 2022 alle ore 18.00 presso la Sala Renata Bergonzoni – Casa delle Donne di Modena (Strada Vaciglio nord, 6) si terrà la presentazione-dibattito sull'albo illustrato "Lina l'esploratrice" (Settenove, 2022) a cura di Katharina Hotter, Lisa Charlotte Sonnberger, Flo Staffelmayr promossa da UDI Modena in collaborazione con Differenza Maternità. Lina è una bambina curiosa, ama perlustrare i luoghi più nascosti e avventurosi. In questo libro ci porta a scoprire il mondo attorno a sé e dentro di sé, alla volta della vulva! Interviene Monica Martinelli, editrice SettenoveCon i contributi di: Giulia Brandoli, libraia presso la libreria indipendente ‘Piccole Abitudini’; Elena Santunione Grandi, esperta in Women’s & Gender Studies ed Educazione sessuale; Monica Tappa, giornalista. Modera: Serena Ballista, presidente UDI Modena L’iniziativa è rivolta a genitori, a educatrici ed educatori, alla cittadinanza.Sarà messo a disposizione uno spazio di intrattenimento per le bambine e i bambini che accompagneranno i genitori all’evento.     In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, venerdì 25 novembre 2022 dalle ore 17.00 si terrà presso la Sala Renata Bergonzoni – Casa delle Donne di Modena l’open day e la manifestazione aperta alla cittadinanza “Fai sentire la tua voce. La violenza non è una tragica fatalità, ma una conseguenza di mentalità” La Casa delle Donne di Modena spalanca le porte per accogliere pensieri, riflessioni e cambiare la cultura patriarcale del possesso e del controllo degli uomini sulle donnePROGRAMMAOre 17.00 – Open Day. Le Associazioni della Casa delle Donne di Modena (Centro documentazione donna, Casa delle donne contro la violenza, Differenza Maternità, Donne nel Mondo, Gruppo Donne e Giustizia, Unione Donne in Italia) si presentano e accolgono la cittadinanzaOre 18.00 – Manifestazione. Prendono parola le Associazioni promotrici, le organizzazioni che hanno aderito, le persone presentiInformazioni e adesioni: In occasione dell’evento si raccoglieranno fondi a sostegno della Casa delle Donne di Modena.   UDI Gargano    UDI Monteverde       UDI PARTENOPE UDI Partenope ha preso parte alla cerimonia  " Il posto occupato" della Consulta regionale sulla condizione della donna. Un seggio permanente al Consiglio regionale della Campania che, al contempo, è simbolo e stimolo alle iniziative di contrasto alla violenza sulle donne.      

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Attraverso l’azione politica, culturale e sociale, lavoriamo da ottant'anni per l'autodeterminazione della donna, per affermare il rispetto e l’inviolabilità dei corpi, contro ogni forma di sfruttamento e mercificazione. Crediamo che i diritti delle donne siano una misura fondamentale dei diritti umani e una condizione indispensabile per una società più giusta. Riaffermiamo con immutata convinzione il ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali e promoviamo la pace tra i popoli, la nonviolenza e la difesa non armata. 

 

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