IllustrissimoSignor Presidente della Repubblica Sergio Mattarella noi associazioni della società civile e autorità di garanzia: Federazione Italiana per i Diritti Umani, Presidente Antonio StangoCNCA, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, con 260 associazioni federate, Presidente Riccardo De FacciCONADI, Consiglio Nazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, Presidente Umberto PalmaUDI, Unione Donne in Italia, Vittoria Tola, Responsabili nazionali Giulia Potenza e Laura PirettiAssociazione 'Turchia in Europa subito', Segretario generaleMariano Giustino, nonché corrispondente di Radio Radicale dalla TurchiaSindacato Medici Italiani, Segretario Generale, Pina OnotriASSIMEFAC, Società Scientifica di Medicina Generale, Presidente Nunzia PlacentinoGarante per i Diritti del Minore Regione Puglia dott. Ludovico Abbaticchio Garante dei Diritti della persona Regione Molise, dott.ssa Leontina Lanciano Garante dei Diritti del Minore Regione Abruzzo, dott.ssa Maria Concetta Falivene Garante dei Diritti del Minore Regione Piemonte, dott.ssa Ylenia SerraGarante dei Diritti del Minore Regione Liguria, dott. Francesco LallaGarante dei Diritti del Minore Provincia Autonoma di Bolzano, dott.ssa Daniela Holler ASMEV Onlus Calabria dott. Roberto PitittoSalesiani per il Sociale, Presidente don Francesco PreiteAssociazione Viola Dauna, Presidente Stefania Di Gennarocon la giornalista Maria Grazia Mazzola, che nel 2009 - con un documento tv Rai esclusivo- denunciò e fece espellere un imam dall’Italia per i suoi proseliti e i suoi rapporti con i terroristi di Al Qaeda, Ci rivolgiamo a Lei perché Garante dei valori della nostra Costituzione contro la guerra e la difesa dei diritti umani e civili. Nessuno di noi può più avere pace dopo l’esplosione della grave crisi in Afghanistan, con la ritirata delle forze occidentali e la defezione dell’esercito afghano, che hanno portato al potere nuovamente i talebani. Non possiamo rimanere inerti davanti alla tv con le immagini di bambini e adolescenti che non hanno più né sicurezza né cibo da mangiare, in condizioni disumane, con le loro mamme, le famiglie, che non riescono a lasciare il Paese, pur volendolo. Non possiamo avere pace nel vedere che i Paesi più prossimi all’Afghanistan continuano ad alzare e a prolungare muri invece di andare incontro alle migliaia di profughi. Non è umano. In migliaia abbiamo ribadito in Italia la nostra disponibilità all’accoglienza. Apprezziamo gli sforzi del Governo italiano nel rimpatriare quanti hanno collaborato col nostro Paese. Ora il problema più urgente, ci sembra, sia quello di aprire anche strade umanitarie via terra per andare a tirare fuori dalle cantine donne e bambine terrorizzate, senza nutrimento né tutela perché contenute nelle liste di proscrizione dei talebani. Molti infatti non possono raggiungere l’aeroporto di Kabul né mostrarsi per le strade controllate dai talebani. Occorrono con urgenza cordoni umanitari ‘bianchi’ interni all’Afghanistan, di ONG riconosciute sul piano mondiale, che possano raggiungere le famiglie più gravemente in pericolo di vita presso le loro abitazioni, ammesso che nel frattempo non vengano giustiziate, come denunciano alcuni filmati sui social media. Siamo consapevoli che ciò che chiediamo sembra impossibile, ma rispondiamo con le parole di Gino Strada che ha lasciato un monito a tutti noi: ‘niente è impossibile” e lo ha dimostrato con i fatti. Siamo in contatto via twitter con la realtà afghana e la situazione è esplosiva: dalle leader dei diritti civili e dai leader della resistenza, ci arrivano filmati e denunce allarmanti, che dimostrano come ‘il nuovo corso’ annunciato dai talebani, sia mera propaganda. Ci sentiamo responsabili del tempo che scorre e gli occhi dei bambini pieni di terrore ci inchiodano: ogni minuto che passa è una vita umana che può essere spenta, una bambina rapita e data come merce ai talebani. Siamo al bivio di un genocidio-speriamo di sbagliarci- ma senza alcun dubbio di crimini contro l’umanità. In vent’anni l’Afghanistan é cambiato, le donne hanno riconquistato il diritto al proprio nome e alla parità tra uomo e donna, i bambini il diritto all’istruzione democratica in classi miste, così come i giovani. Ci appelliamo a Lei, alla tradizione storica italiana basata sulla solidarietà e l’accoglienza che ci ha reso amati nel mondo: chiediamo il Suo intervento, la Sua sollecitazione internazionale affinchè i bambini, le donne, le famiglie siano aiutate a fuggire, ma anche per la popolazione che resta il diritto al cibo e alle cure. Con grande stima e fiducia rivolgiamo a Lei questo appello, ringraziandoLa di cuore. Roma 26,agosto 2021